Regions of Italy

Torino, 25 maggio 2010

DECALOGO DI PROMOZIONE TURISTICA. 10 BUONE REGOLE PER UNA PROMOZIONE EFFICACE ED ETICA DEL PIEMONTE”

Un’immagine condivisa e “di prodotto”; calendari coordinati per le presenze in Italia e all’estero; uso di vettori low cost e alberghi massimo tre stelle, potenziamento della promozione sul web coinvolgendo gli studenti universitari, attenta verifica delle ricadute e creazione di un database di contatti accessibile agli operatori.

A partire dall’anno in corso, la Regione Piemonte si dota di un nuovo strumento finalizzato al potenziamento delle azioni di promozione turistica promosse dall’Ente o realizzate attraverso un contributo regionale, nonché all’ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse pubbliche impiegate a tal fine.

Sono questi gli obiettivi del “Decalogo di promozione turistica”, messo a punto dall’Assessorato al Turismo della Regione Piemonte: 10 buone regole per una promozione efficace ed etica del Piemonte”, alle quali dovranno strettamente attenersi tutti coloro i quali vorranno accedere a contributi pubblici regionali, per azioni di promozione turistica del Piemonte.

Per una migliore efficacia delle iniziative di promozione:

  1. Una linea grafica coordinata: i soggetti che ottengono contributi regionali per l’attività di promozione dovranno attenersi alla linea grafica coordinata indicata dalla Regione.
  2. Strategia di prodotto: rimodulazione della strategia di comunicazione in un’ottica di “prodotto” turistico. Nella comunicazione saranno privilegiati i prodotti che costituiscono i veri attrattori del territorio: il Piemonte non come destinazione turistica in sé, ma come meta “contenitore” di prodotti turistici d’eccellenza.
  3. Una promozione unitaria dell’Ente Regione: deve essere attuato un attento coordinamento tra le varie Direzioni regionali nella presentazione in Italia e all’estero del “Piemonte”.
  4. Programmazione e coordinamento con i privati: i soggetti pubblici e privati, che intendono accedere ai contributi regionali per la promozione, dovranno presentare alla Regione entro il 15 gennaio di ogni anno un calendario delle attività previste nel corso dell’anno, per consentire alla Regione un coordinamento di tutte le iniziative e una razionalizzazione dei calendari stessi. La presentazione del programma nei tempi previsti costituirà un fattore premiante nell’ambito delle graduatorie per l’assegnazione dei contributi.
  5. 100 giorni di web marketing: sono incentivate, da subito, le azioni di posizionamento sui portali, l’attivazione di booking online con forte coinvolgimento degli operatori, azioni di destination marketing aggressivo su web. La Regione si avvarrà per queste azioni, anche, di studenti in convenzione con le Università competenti.
  6. Verifica delle ricadute: ogni attività di promozione del Piemonte, dovrà dar luogo ad una attenta analisi delle ricadute, in termini di flussi turistici indotti. I risultati delle analisi effettuate costituiranno la base per valutare l’opportunità di un rifinanziamento delle singole azioni o per una riprogrammazione delle attività.
  7. Condivisione delle informazioni: i soggetti che usufruiscono di contributi regionali per le attività di promozione, entro 60 giorni dalla fine dell’evento, sono tenuti a conferire in una specifica banca dati regionale report dettagliati relativi ai contatti, con rilevanza turistica o di comunicazione, avviati nel corso delle attività. La banca dati sarà messa a disposizione di tutti gli operatori del settore.

Per un utilizzo eticamente corretto delle risorse:

  1. Attenzione nella scelta dei vettori: i soggetti che ottengono finanziamenti regionali per le attività di promozione in Italia e all’estero, devono dare priorità ai voli low cost, in ogni caso sempre in classe economica, a utilizzare ove possibile collegamenti veloci ferroviari.
  2. Riduzione costi hotel: utilizzo di hotel a tre stelle, nei Paesi che prevedono una classificazione analoga a quella italiana. Priorità a strutture ricettive convenzionate con l’Ente Regionale.
  3. Composizione delle Delegazioni: nelle trasferte promozionali dovranno essere rispettati i principi dell’equilibrio delle rappresentanze e della qualificazione dei soggetti partecipanti. La rappresentanza politico-istituzionale dovrà essere ridotta all’essenziale, mentre deve essere privilegiata la componente tecnica, con particolare attenzione alla preparazione linguistica e professionale. Comunque non saranno accettate in rendicontazione tutte le spese di rappresentanza (cene, convivi, etc..) e tutti gli altri costi non strettamente riconducibili ad azioni di promozione turistica.

Questo decalogo di promozione turistica – dichiara il presidente della Regione, Roberto Cota è pienamente in linea con l’input che, fin dalle prime azioni, la nostra Giunta ha dato per un uso più corretto delle risorse pubbliche, in tutti gli ambiti di nostra competenza. Non è soltanto una giusta questione etica, ma a fronte di risorse che sappiamo essere particolarmente limitate in questo momento, significa semplicemente usare un pò più di logica in modo da concentrare gli sforzi collettivi su azioni che, così coordinate, avranno anche maggiori chance di portare buoni risultati. Fare attenzione all’equilibrio quantitativo e professionale di una delegazione, scegliere un volo low cost dove possibile e una categoria d’albergo decorosa, ma non necessariamente costosa, è un atto di responsabilità nei confronti del portafoglio pubblico non lontana da ciò che ognuno di noi è già abituato a fare con le proprie finanze.”.

Promuovere il Piemonte, in Italia e all’estero, vuol dire “vendere vacanze”, non “andare in vacanza” - commenta l’assessore al Turismo, Alberto CirioÈ fondamentale non frammentare le azioni: non possiamo andare in tanti e in momenti diversi: serve un calendario coordinato e questo vale sia per le diverse Direzioni regionali che per coloro che accedono ai nostri contributi. Un’immagine positiva, coordinata e, soprattutto, di prodotto: sono i tre aggettivi chiave per quanto riguarda l’efficacia della promozione. Il Piemonte è certamente una meta turistica, ma lo deve ai suoi prodotti d’eccellenza: dieci di essi diventeranno i protagonisti della nostra prossima campagna di promozione. L’uso del web, poi, deve diventare prioritario per tutti, dal momento che l’e-commerce è cresciuto del 15% nell’ultimo anno e più della metà degli acquisti on-line è proprio in ambito turistico: pensiamo a una collaborazione con l’Università che preveda la valorizzazione di studenti specializzati in materie turistiche. Inoltre, è importante verificare le ricadute delle azioni intraprese sui mercati di riferimento, per correggere le scelte di metodo là dove necessario. E, infine, creeremo un grande database nel quale confluiranno tutti i contatti sviluppati attraverso i vari eventi di promozione: potranno accedervi tutti gli operatori del mondo turistico, pubblico e privato, ampliando sia quantitativamente che qualitativamente il proprio bacino di relazioni.”.


Josè Urso 335/7940036

Ufficio Stampa Giunta Regionale

Assessorato Istruzione, Turismo e Sport

jose.urso@regione.piemonte.it

Promozione d’eccellenza – Puntata 25

Seconda Parte

Marco Cavaletto, direttore commercio Artigianato Piemonte con l’assessore al commercio, Giovanni Caracciolo racconta gli sforzi della Regione per promuovere i prodotti di qualità. Tiziana Bernengo, disciplina e tutela artigianato Regione Piemonte, si congratula per i risultati della trasmissione. Marco Cavaletto, racconta la recente esperienza della Regione Piemonte in occasione della Primavera Italiana in Giappone.

HABITAT Comunicazioni di Mario Moschietto
Tel. (+39) 3939867461 Email. moschietto@libero.it

Parco fluviale Gesso e Stura: il parco con la città dentro

Il Parco fluviale Gesso e Stura nasce, come area protetta della regione Piemonte, nel febbraio 2007 con lo scopo di tutelare e valorizzare il territorio del fiume Stura di Demonte e del torrente Gesso nel Comune di Cuneo.

1500 ettari di ambiente naturale fluviale per lo sport, la didattica, il tempo libero, la cultura a due passi dal centro città che rappresenta una cerniera di collegamento con i territori circostanti, a valle e a monte dove incontra il Parco Naturale delle Alpi Marittime. Una Rete Verde di percorsi ciclo-pedonali, attualmente di circa 40 km, raggiungerà i 100 km di estensione per collegare le undici aree in progetto: quattro riserve naturali e sette aree attrezzate.

Al cuore del parco, ovviamente, l’acqua, con i 30 km che il torrente Gesso e il fiume Stura percorrono all’interno del Comune di Cuneo.

I diversi ecosistemi legati ai 30 km di acqua che il Gesso e lo Stura percorrono nel Comune di Cuneo sono popolati da centinaia di specie animali, alcune anche di particolare interesse conservazionistico: 144 specie di uccelli, 25 di mammiferi, 6 di anfibi, 8 di rettili, 53 di lepidotteri diurni oltre ad un numero considerevole di insetti e altri invertebrati. Nel parco ci si può, per esempio, imbattere in un picchio rosso maggiore al lavoro, nella rarissima farfalla Maculinea arion, in un capriolo, così come è possibile osservare cormorani, aironi e il variopinto martin pescatore.

La vegetazione prevalente è di tipo boschivo con querce, robinia, frassino; particolarmente suggestivo è il bosco planiziale di Sant’Anselmo, l’unico rimasto intatto all’interno del Comune di Cuneo. Il resto del territorio è occupato da colture agricole, prati, orti e vegetazione ripariale con piante d’ontano, pioppo bianco e nero, salice.

Nel parco si trovano anche emergenze di particolare interesse storico e culturale come santuari, cappelle, mulini, ville, martinetti, cascinali.

Cosa fare nel parco?

Picnic libero, tu porti gli amici noi pensiamo al resto.

Perché il parco è luogo ideale per un picnic fuori porta, senza neanche dover usare l’auto. Le aree delle Basse di Stura, Santuario degli Angeli, Madonna della Riva e Via delle Isole (in frazione Madonna delle Grazie) sono già attrezzate di tavoli, panche e acqua potabile, e sono raggiungibili a piedi o in bicicletta.

Sport, per chi ama il caldo o per chi ama il freddo.

Una pista 4 stagioni per lo sci di fondo. Ma anche corsa, ippica, pattinaggio a rotelle, calcio, tennis, beach volley, mountain bike, ciclismo, nuoto, pesca, trekking, nordic walking, canoa, arrampicata grazie ai servizi e alle strutture sportive presenti nel parco.

Andare a piedi o in bici

Per godersi appieno la natura e il paesaggio del parco sono stati individuati alcuni percorsi adatti per escursioni a piedi o in bicicletta. L’arredo prevede paline, bacheche e leggii che guidano il visitatore alla scoperta del territorio nei suoi tratti naturalistici e storico-culturali.

Percorsi ciclabili:

1-Torrente Gesso, dal Parco della Gioventù fino a Borgo San Dalmazzo;
2-Via Antica di Vignolo, dalle Basse di Stura fino a Cervasca e Vignolo;
3-Confluenza, di collegamento tra Parco della Gioventù e Basse di Stura;
4-Fiume Stura, da Via Cascina Colombaro in direzione Borgo San Dalmazzo;
5-Sant’Anselmo, da Madonna delle Grazie fino a Castelletto Stura;
6-Madonna della Riva, da Madonna dell’Olmo verso la frazione Ronchi.

Imparare e divertirsi

Nel parco si trovano emergenze di particolare interesse storico e culturale come santuari, cappelle, mulini, ville, martinetti, cascinali.

Il Comune di Cuneo, in qualità di ente gestore del parco, promuove iniziative con finalità ludico-didattiche per adulti e bambini: escursioni, momenti di festa, laboratori, manifestazioni sportive, convegni e mostre su temi legati al territorio fluviale cuneese. Sono previste anche specifiche attività con le scuole.

Punti di ingresso

- viale degli Angeli
- via Basse S. Anna
- via Cascina Colombaro
- via delle Isole
- viale Mistral

Parcheggi di accesso al parco

- Impianti sportivi comunali Parco della Gioventù, Cuneo. Collegato al centro città con ascensore
- Piazza Foro Boario, Cuneo
- Parcheggio Cimitero, Cuneo

Punti informativi del parco

- Impianti sportivi comunali, via Porta Mondovì n. 7 – Parco della Gioventù
- Associazione sportiva ippica Cascina Costantino, viale Mistral n. 85 – S. Rocco Castagnaretta
- B&B “La ch’a diy Banda”, via delle Isole n. 72 – Madonna delle Grazie
- Campeggio Bisalta, via S. Maurizio n. 33 – S. Rocco Castagnaretta
- Bar degli Angeli, Viale Angeli n. 107 – Cuneo

INFO, segnalazioni e suggerimenti:
Parco fluviale Gesso e Stura: Comune di Cuneo
Piazza Torino n. 1 12100 Cuneo
Tel. 0171.444501
parcofluviale@comune.cuneo.it
www.parcofluviale.cuneo.it

The Parco Naturale of the Veglia and Devero Alps

logo_parco_veglia_deveroThe Parco Naturale of the Veglia and Devero Alps was established in 1995 with a “guardianship” of 11,000 hectares of typical alpine environment between 1600 and 3552 metres of altitude from Mount Leone. This kind of environment reproduces the locality of the Devero Alps at the limit of the larch wood, which is a typical pheasant mountain habitat. The different seasonal stages stand particularly out: from left to right we pass from the icy winter to the hot summer.At 2000 m of altitude the climate is very rigid and the soil is covered with snow for more than 200 days a year. In Fall, most birds migrate towards a milder climate but some species stay and are able to resist the harsh winter climate. The mountain pheasant is among those birds. The nostrils and claws of the mountain pheasant are covered with feathers and a thick layer of thermal plumage that protects him from the cold. Its toes are sideways spread by means of epidermic scales, which allow it to waddle on the fresh snow without sinking. The diet of the mountain pheasant consists of blueberries, rhododendrons, larch and juniper wood easy to find even in the winter. In order to save its energies and to hide from predators the mountain pheasant spends most of its winter days in holes dug out in the snow. The temperature in this “igloo” stays always at a constant 0 degrees while outside it can sink up to -25 degrees.
This species is characterized by spectacular “wedding parades” that take place in spring, between April and June, in the so-called chanting arenas or “leks” where several males fight against each other every morning for their females.
When moving to the right we can see in the diorama a missal thrush and a finch, who a re trying to nourish themselves with and gentians and spring anemones sprouting where the snow has melted. Between the twigs of the rhododendron that hides the nest of the mountain pheasant there are a citril finch and a sparrow. Further on a rock, we find a wren and on a larch trunk an alpine tree-creeper in search of insects. Between summer flowers and blueberries there is a pheasant family composed of a female pheasant and three chicks, we also find different kinds of butterflies, including a beautiful white Phoebus Parnassian with its characteristic red spots. On the lower right of the trunk we find a viviparous lizard.
The larch is the only conifer to make up the purest woods in the park. Between an altitude of 2000 and 2200 a moor of rhododendrons and blueberries replaces the last larches.
In order to make it through the winter at this quote, the plants adopt different strategies: the soil is hardened by ice and the larch looses its needles through respiration in order not to loose its water; the rhododendron, ever-green, always stays covered underneath the snow, the alpine azalea, the silene acaulis and the stone-breaks make up compact pillows, which create an inner micro-environment that is much more livable than the outside one.

Le Parc Naturel des Alpes Veglia et Devero

Le Parc Naturel des Alpes Veglia et Devero a été constitué en 1995; il sauvegarde 11.000 hectares d’environnements typiquement alpins, entre le 1600 et 3552 mètres de la cime du Mont Leone.
Cet environnement reproduit une localité de l’Alpe Devero à la limite supérieure du bois de mélèze, l’endroit particulier du faisan de montagne.
Comme nous le remarquons tout de suite, le diorama représente des moments différents des saisons; de gauche à droite nous passons du plein hiver à l’été déjà avancé.
Dans cet endroit, à 2000 mètres d’altitude, le climat est très rigoureux et le sol reste couvert de neige pendant plus de 200 jours par an. La plus grande partie des oiseaux, à l’arrivée de la mauvaise saison, ils abandonnent le Parc pour des zones au climat plus doux, mais il y a quelques espèces parfaitement en mesure de résister aux rigueurs du climat d’hiver. Le faisan de montagne est une de celles-ci.
Les narines et les pattes du faisan de montagne sont couvertes de plumes et d’une grande couche de plumeaux qui l’isolent du froid. Les doigts sont plus longs avec des écailles épidermiques latérales qui lui empêchent de s’effondrer dans la neige fraîche.
Le faisan de montagne se nourrit de baies de myrtilles, de rhododendron, de mélèze et de genièvres, qu’il trouve facilement même dans le paysage complètement enneigé.
Une bonne partie des journées d’hiver, il les passe dans des trous, creusés dans la neige poudreuse, cela pour épargner ses énergies et pour se cacher des oiseaux de proie. Comme dans un “igloo”, dans ces refuges la température est d’environ zéro degrés, tandis qu’au dehors, elle peut descendre aussi à moins 25.
Les caractéristiques de ces espèces sont les magnifiques parades de noce qui se déroulent au printemps, entre les mois d’avril et de juin, dans les surfaces de chant, les “leks”, où, chaque matin, de nombreux mâles combattent entre eux pour les femelles.
Nous nous déplaçons vers la droite, dans le diorama nous voyons une grive et un pinson des arbres qui cherchent la nourriture à la limite de la neige qui est en train de fondre, où poussent des gentianes et des anémones de printemps. Entre les branches du rhododendron qui abrite le nid du faisan de montagne, il y a un venturon montagnard et un accenteur mouchet. Plus loin, sur le rocher, un moineau et sur le tronc du mélèze un grimpereau alpestre à la recherche d’insectes. Entre les fleurs d’été et les myrtilles, il y a une famille qui picore, elle est composée d’une femelle de faisan de montagne et trois petits, de différents papillons parmi lesquels sur le rhododendron, une jolie petit Apollon Parnassius phoebus blanche avec les caractéristiques taches rouges. En bas à droite, à la base du tronc, un lézard vivipare.
Le mélèze est le seul conifère qui constitue les bois purs dans le parc. Entre les 2000 et les 2002 mètres les derniers minces mélèzes laissent la place à une bruyère de rhododendrons et de myrtilles.
Pour franchir l’hiver à ces altitudes, les plantes adoptent des stratagèmes différents: le terrain est aride pour le gel et le mélèze pour ne pas disperser l’eau à travers la transpiration, il perd ses aiguilles; le rhododendron, toujours vert, il reste enseveli sous la neige: l’azalée alpine, le silène acaule et les saxifrages forment des coussinets compacts qui créent à leur intérieur son micro-endroit, plus favorable par rapport à celui qui l’entourent

Naturpark im Alpengebiet Veglia und Devero

Der, im Jahre 1995 gegründete Naturpark im Alpengebiet Veglia und Devero umfaßt 11.000 Hektar typisches Alpenmilieu, in einer Höhenlage zwischen 1600 und 3552 Metern vom Gipfel des Monte Leone.
Diese Akklimatisation erzeugt oberhalb der Grenzen vom Lärchenwald der Devero-Alpen Umweltbedingungen, die ein typisches Habitat für das Birkhuhn begründen.
Wie man sofort bemerkt, weist das Landschaftsbild unterschiedliche Jahreszeiterscheinungen auf: von links nach rechts wechselt man vom tiefsten Winter in den Spätsommer über.
In dieser Umgebung, auf einer Quote von 2000 Metern, herrscht ein sehr hartes Klima und der Boden bleibt für mehr als 200 Tage im Jahr schneebedeckt. Der überwiegende Teil der Vogelwelt verläßt den Naturpark bei Einbruch der schlechten Jahreszeit, um sich in milderen Klimabereichen aufzuhalten, aber es gibt einige Arten, die perfekt in der Lage sind der Rauheit des winterlichen Klimas standzuhalten. Zu einer dieser Arten gehört das Birkhuhn.
Die Nüster und Füße des Birkhuhns sind mit Federn bedeckt und eine dichte Schicht von Flaumfedern schützt es vor der Kälte. Die Zehen sind durch seitliche Epidermalschuppen verbreitert, um zu verhindern, das es im frischen Schnee versinkt.
Das Birkhuhn ernährt sich von Heidelbeerknospen, Rhododendron, Lärchen und Wacholder, leicht auffindbar auch in einer gänzlich schneebedeckten Landschaft.
Um Energie zu sparen und um sich vor Raubtieren zu verstecken verbringt das Birkhuhn den überwiegenden Teil der Wintertage in, im Pulverschnee gescharrten Gruben. Wie in einem „Iglu“ beträgt die Temperatur in diesen Zufluchtsorten konstant um Null Grad, während die Außentemperatur auch auf minus 25°C sinken kann.
Ein Merkmal dieser Vogelart sind die eindrucksvollen Brunftparaden, die im Frühjahr zwischen April und Juni stattfinden, in den sogenannten Gesangsarenen oder „Leks“, in denen jeden Morgen zahlreiche Männchen untereinander um ihre Weibchen kämpfen.
Wenn wir uns weiter in östliche Richtung begeben, können wir in der Landschaft eine Misteldrossel und einen Bergfinken betrachten, die sich ihr Essen am Grenzbereich des sich schmelzenden Schnees suchen, im dem frühjährlicher Enzian und Anemonen sprießen. Zwischen den Rhododendronzweigen, die das Nest des Birkhuhns schützen halten sich ein Zitronengirlitz und eine Heckenbraunelle auf. Etwas weiter entfernt, auf einen Felsen, ein Zaunkönig und auf einem Lärchenbaumstumpf ein Waldbaumläufer, auf der Suche nach Insekten. Zwischen den Sommerblumen und den Heidelbeeren, wo ein Birkhuhnweibchen mit drei Jungtieren scharrt, befinden sich die unterschiedlichsten Schmetterlinge, darunter, auf einem Rhododendrenstrauch ein bildschönes Exemplar von einem Alpenapollo (Parnassius phoebus), weiß mit den charakteristischen roten Flecken. Rechts unten, an der Stammwurzel, eine Waldeidechse.
Die Lärche ist der einzige Nadelbaum, der einen Reinbestand begründet. Auf einer Höhe zwischen 2000 und 2200 Metern machen die letzten hageren Lärchen einem Heideland aus Rhododendron und Heidelbeeren Platz.
Um den Winter auf diesen Quoten zu überstehen, bedienen sich die Pflanzen unterschiedlicher Listen: der Boden ist auf Grund des Eises unfruchtbar, und damit die Lärche mittels der Transpiration kein Wasser verliert wirft sie ihre Nadeln ab; der immergrüne Rhododendron bleibt unter dem Schnee vergraben; die Alpenazalee, die silene acaulis (stengelloses Leimkraut) und der Steinbrech bilden kompakte Polster, in denen sie ihre eigene Mikroumgebung erzeugen, die hinsichtlich der wahren Umgebung wesentlich günstiger ist.

Si ringrazia il Parco Naturale Veglia Devero per la gentile concessione delle immagini e per i testi.

Torino, at the foot of the mountains

regione piemontePiemonte has nowadays over 4 billion inhabitants. The territory is wide and differentiated: mountains (the Alps), hills (Langhe, Roero, Canavese), flat land (Val Padana). The Alps are massive, rocky and covered in snow: on those sparkling peaks, we know, “leaps the chamois and thunders the avalanche” (Carducci). The scenery of the hills of Langhe and Monferrato is gently melancholic, with its fog, truffles and vinic rarities.

Early populated in the Neolithic Age, later occupied by Celts and Ligures, and eventually colonized by Rome (200 B.C.), Piedmont saw – through turbulent centuries and their alternating vicissitudes – irruptions and rules by various ethnic groups: Burgundians, Gothes, Byzantines, Longobards, Francs. As well as lordship battles, among Viscounts, Hapsburgs and Valois. Eventually, between 17th and 18th century, it started to unite under the lead of Savoy. The process came to an end in the 19th century, by the Risorgimento and the Union of Italy.

Nowadays the region, past a dropping cycle, is back on the run with businesses and initiatives.

Agriculture includes cereals, vegetables as well as grapevines, along with a flourishing oenogastronomy. Prospering and active as always the zootechnics. An excellent production of chocolate, with its everlasting Gianduiotto. The output of the mechanical sector (plastics, paints, tyres), once concentrated in the chief town, has later been throughout decentralized. A brisk financial and banking sector (assurance and credit companies), and a busy tourism.

A remarkable output of wool and textiles in Biella, Novara e Vercelli, a city that holds the European primacy for rice. Cuneo, founded in 1198, is a city with a strong patriotic tradition, with its magnificent town centre. Obviously geographic position and means of communication shape trades and activities of the various towns. Therefore Novara is a satellite of Milan and Lombardy, whereas Asti can be considered inside the area of Turin, whilst Alessandria (birth place of Umberto Eco), risen again after the terrible floods of the 90′s, is affected by the region Liguria.

Torino, or else Augusta Julia Taurinorum of Romans, kept the square and straightforward plant of the “Castrum”, that is the military camp. With its 900,000 inhabitants it is the third Italian city, after Milan and Rome, as for productivity and wealth. Though it was the Capital city during the Risorgimento, with liberal agitations and patriotic pushes: here in 1848 Carlo Alberto issued the Statute, and in those years Piedmont under the Savoy and Cavour did put Italy together.

Turin is a multi-faced city. Sober and weighted in the literary fascination of the 19th century, with ist long avenues covered in trees, monuments, museums and old pastries. Here, in the early nine hundred, were born Eiar and movie industry. The cultured, dignified and bourgeois birth place of Gozzano, Pavese, Primo Levi, Arpino, Calvino. Vivid as always the cultural tradition of the city and region, thanks to its politic and philosophic intellectuals, with liberal (Giolitti, Gobetti, Einaudi) and socialist (Gramsci, Bobbio) members.

On the other hand Turin is an industrial and technological pole, leading actor of the national economic boom in the sixties, it attracted manpower from the south and brought out runabouts for the Italians. Nowadays, after the 2006 Olympic Games, it’s coming out as a dazzling and metropolitan city, dusting away its industrial past in order to praise a mighty touristic-cosmopolitan calling. A workshop for innovative solutions: with an advanced and refined electronic and aerospace industry, the brand new underground, the original Museum of the Cinema which is brilliantly set up inside Antonelli’s Mole. And Fiat itself, after years of economic depression, is back on the run over the world market with new cars and enviable financial plans.

At last, the usual and beloved paramount institutions: the Lingotto (periodically hosting Artissima, the Salone del Libro and Salone del Gusto), the Egyptian Museum, the Museum of the Risorgimento and of the Automobile, the Teatro Regio and Teatro Carignano, as well as Palazzo Reale, with many more monuments and magnificent Savoy residences.

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