Regioni d'Italia

Valorizzazione delle esperienze e dei prodotti turistici transfrontalieri delle medie ed alte quote.

Mercoledì 26 gennaio 2011, presso il Museo di Scienze Naturali di Torino, in via Giolitti 36, alle 9,30, si terrà il convegno di presentazione del progetto VETTA – Valorizzazione delle esperienze e dei prodotti turistici transfrontalieri delle medie ed alte quote.

Che cos’è il progetto VETTA

Il progetto strategico VETTA nasce nel 2008 attorno un’idea di montagna e di turismo escursionistico tesa all’innovazione e alla ricerca della qualità, partendo dalla constatazione che le potenzialità in termini di ricadute socio-economiche legate alla pratica escursionistica sono in gran parte ancora inespresse.

vetta newsletterIl progetto VETTA “Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri delle medie e Alte quote, sviluppato nell’ambito del programma Interreg IIIA Italia-Svizzera 2007-2013 si propone di migliorare, promuovere e stimolare il sistema dell’offerta turistica alle medie e alle alte quote attraverso la costruzione di prodotti turistici transfrontalieri, intervenendo su temi specifici quali il patrimonio ricettivo e la sostenibilità ambientale dello stesso, la formazione professionale, la valorizzazione del capitale umano, i servizi e le attrezzature infrastrutturali collegati alla specifica offerta ricettiva, la promozione, l’accessibilità, la sicurezza. Interessa gran parte della zona alpina trasfrontaliera italo elvetica ed è costituito da un vasto partenariato composto da: Regione Piemonte capofila del Progetto, il CAI di Villadossola e il CAI Novara per l’area piemontese, la Regione Lombardia, IREALP (Istituto di Ricerca per l’Ecologia e l’Economia applicata alle Aree Alpine), il CAI Gruppo regionale Lombardia per l’area lombarda, la Provincia Autonoma di Bolzano per l’area Alto Atesina, il Canton Ticino/ATSE (Associazione Ticinese Sentieri Escursionistici) e il Canton Grigioni/Polo Poschiavo (Centro di competenza per la formazione continua e l’accompagnamento di progetti di sviluppo riconosciuto a livello cantonale e federale) per l’area elvetica.

Obiettivo principale del Progetto VETTA è quello di valorizzare e mettere in risalto le risorse ambientali, umane e paesaggistiche già presenti sul territorio transfrontaliero attraverso il miglioramento dell’offerta turistica rivolta agli escursionisti. Si parte quindi da una valutazione sul potenziale turistico locale collegato all’offerta ricettiva dei rifugi in media ed alta quota e da un’analisi della domanda e dell’offerta di servizi turistici connessi al settore escursionistico. Specifiche Progettualità Pilota  riguardano poi la gestione ambientalmente sostenibile delle strutture ricettive d’alta quota, la formazione dei gestori dei rifugi alpini, le telecomunicazioni, il monitoraggio dei flussi escursionistici attraverso specifiche strumentazioni e la sicurezza in montagna.

Organizzato da:

IPLA – ISTITUTO PER LE PIANTE DA LEGNO E L’AMBIENTE

REGIONE PIEMONTE


SCARICA IL PROGRAMMA

Piemonte, per vedere oltre: corso on line di accoglienza del turista non vedente e ipovedente

Nel Giorno di S.Lucia, patrono dei ciechi, Regione e Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti del Piemonte lanciano un mini corso rivolto a tutti gli operatori del turismo

È scaricabile a partire da oggi su www.uicpiemonte.it/per-vedere-oltre il mini corso on line di accoglienza del turista non vedente e ipovedente, realizzato con il contributo della Regione dall’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti del Piemonte.

Il corso si rivolge ad albergatori, ristoratori, guide, agenzie di viaggio, taxisti, conducenti di mezzi pubblici o privati e, in generale, a tutti coloro i quali fanno parte della grande industria del turismo locale.

Obiettivo: sensibilizzare e formare gli operatori del settore sulle esigenze del turista non vedente o ipovedente, guidandoli verso una forma adeguata d’approccio e di prestazione del servizio d’accoglienza.

In Europa ci sono più di 2 milioni di non vedenti e 10 milioni di ipovedenti, persone che non solo hanno come tutti il diritto di viaggiare, ma che se messe nelle condizioni di farlo e accolte nel modo adeguato rappresentano un grande potenziale di turisti da attrarre e fidelizzare sul nostro territorio – commentano Giovanna Quaglia, assessore alle Pari Opportunità e Alberto Cirio, assessore al Turismo della Regione – Questo significa da un lato abbattere le barriere architettoniche e dotarsi di strumenti di accoglienza adeguati, ma allo stesso tempo anche imparare l’atteggiamento più corretto e professionale con cui accogliere un turista con esigenze speciali. Per vedere oltre, appunto, quelle tensioni e preoccupazioni che devono, invece, lasciare spazio solo alle emozioni positive del viaggio”.

Il corso prevede:

  • brevi video che spiegano con delle simulazioni il corretto atteggiamento da adottare in varie circostanze;
  • un manuale scaricabile on line in pdf che raccoglie una sintesi delle buone prassi da utilizzare nelle situazioni più comuni che si verificano in agenzia o in albergo, al ristorante o al bar: da una “semplice” richiesta di informazioni, all’uso dei mezzi di trasporto, fino ai pagamenti in denaro.

Il manuale fornisce, anche, un panorama degli strumenti che agevolano la fruizione turistica per il turista non vedente o ipovedente: audioguide e guide visivo tattili, modelli tridimensionali dei beni architettonici, immagini tattili delle opere d’arte e screenreaders (lettori vocali delle scritte sui monitor).

Sono inserite, anche, le tecniche per l’orientamento spaziale: mappe visivo-tattili, indicatori tattili a terra, piste pedotattili (pavimentazioni dedicate che guidano non vedente e ipovedente lungo il percorso), fino alle più moderne tecnologie, come il gps o i bastoni “intelligenti” dotati di un’antenna che funge da navigatore.

Il progetto “Piemonte, per vedere oltre” ha una doppia valenza - aggiunge Federico Borgna, presidente Consiglio Reg. Piem. dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti – È una possibilità offerta a ciechi e ipovedenti, non solo piemontesi, di poter godere di una offerta turistica sul nostro territorio in piena autonomia. Inoltre, i ciechi e gli ipovedenti, che sono circa il 2% della popolazione, rappresentano un’interessante nicchia di mercato per gli operatori del mercato turistico e questo progetto offre strumenti utili per approcciare la disabilità visiva nel modo corretto. La collaborazione tra l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e la Regione Piemonte continua a creare soluzioni efficaci che creano opportunità e concorrono ad ottimizzare le risorse economiche messe a disposizione”.

Josè Urso 335/7940036 Uff. Stampa Assessore Turismo Regione Piemonte jose.urso@regione.piemonte.it

Lucia Gianotti 331/6982774 Uff. Stampa Assessore Pari Opportunità Regione Piemonte lucia.gianotti@regione.piemonte.it

Il PSR per la tutela della biodiversità

Torino, 13 Dicembre 2010 ore 9

Museo Regionale di Scienze Naturali
Via Giolitti 36, Torino

Presentazione del Programma finalizzato della Regione Piemonte

Il seminario è rivolto a: Enti parco, progettisti di Corona Verde e tecnici interessati, Ordini professionali, organizzazioni professionali agricole e cooperative, Province, Comunità Montane, Comuni.

Il Programma di sviluppo rurale (PSR) della Regione Piemonte 2007-2013, racchiude, tra le proprie finalità, il miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale (asse 2), perseguendo l’obiettivo specifico della “Conservazione della biodiversità e tutela e diffusione di sistemi agroforestali ad alto valore naturale”. Diverse sono le misure che concorrono alla realizzazione di questo obiettivo.

Nel corso della revisione della politica agricola comune (PAC) avvenuta nel 2008 (processo denominato Health Check della PAC), è stato rafforzato l’impegno comunitario in questa direzione, con l’aggiunta di circa 8,4 milioni di Euro alle misure del Psr con questo orientamento (111, 214, 216 e 323).

Con D.G.R. 12-783 dell’ 11 ottobre 2010 la Regione Piemonte ha predisposto un Programma finalizzato alla tutela della biodiversità per assicurare un migliore utilizzo di questa dotazione, coordinando fra loro alcune misure del PSR (la misura 323 dedicata agli enti gestori della aree protette e altre destinate agli operatori agricoli e forestali); nell’ambito periurbano torinese, le stesse misure sono anche coordinate con il progetto Corona Verde. Obiettivo di questo seminario è la presentazione, ai tecnici ed ai progettisti di Corona Verde, del Programma finalizzato alla tutela della biodiversità, dando particolare risalto alle opportunità finanziarie che il Programma di sviluppo rurale può offrire a supporto di tale iniziativa.

“Il settore agricolo, di per sé, con la propria attività costante, permette il mantenimento effettivo della biodiversità. Questa funzione, spesso sottovalutata o, più semplicemente, non tenuta in considerazione, va riconosciuta all’agricoltore” commenta l’Assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto “Ritengo che il seminario “Il PSR per la tutela della biodiversità” rappresenti una grande occasione per poter approfondire l’argomento e, soprattutto, per sottolineare l’impegno regionale in questa direzione, mediante lo strumento del PSR”.

Per adesioni: www.ipla.org (menù Comunicazione – Iscrizione Convegni), oppure inviare una mail all’indirizzo eventi@ipla.org

Gli artigiani dell’eccellenza

piemonte eccellenza artigiana

Il Marchio “Piemonte Eccellenza Artigiana” appositamente predisposto e approvato dalla Giunta Regionale, identifica le imprese che hanno ottenuto il riconoscimento di Eccellenza. E’ un segno distintivo che caratterizza le produzioni di qualità al fine di garantirne l’origine, offrire fiducia ai consumatori, comunicare e distinguere i prodotti sui mercati nazionali ed esteri.

I settori presi in esame sono: legno, restauro ligneo, oreficeria, ceramica, pietra, vetro, stampa e grafica, tessile e abbigliamento, decorazione, conservazione e restauro in edilizia, strumenti musicali, pelli e cuoio, metalli comuni, alimentare.

Inaugurazione Regione Piemonte

regione piemonteDal 2 al 15 agosto il Padiglione Italia ha ospitato la mostra “Sinfonia del Piemonte”, vetrina per promuovere gli asset e le eccellenze della Regione e permettere ai visitatori di entrare in contatto con gli scenari, la tecnologia, la storia e la cultura del Piemonte. Presenti alla cerimonia del taglio del nastro il Commissario Generale dell’Expo, Beniamino Quintieri, il Vicepresidente della Giunta Regionale, Ugo Cavallera il Direttore ICE di Shanghai, Maurizio Forte.

La prima delle tre pareti della mostra si focalizza sul Piemonte innovativo, mostrando le avanzate infrastrutture che offre la Regione. Incentrata sul concept “Tempo di Scienza”, la seconda parete mette a fuoco l’abilità del Piemonte nella mobilità urbana, portando esempi concreti di veicoli 100% eco-friendly come lo Skyspark e un aereo elettrico. L’ultimo wall, “Tempo di Emozioni”, illustra l’arte di vivere con una mostra sul design sofisticato e creativo del Piemonte. Infine un touch screen interattivo offre ai visitatori la possibilità di entrare nel Palazzo di Venaria – ex residenza reale e adesso sito dell’UNESCO world heritage.

Nel 2009, il Piemonte ha raggiunto € 123.400.000 in termini di PIL, con un reddito pro capite superiore del 20% della media europea. Regione leader nelle prassi per la sostenibilità ambientale e la mobilità urbana, attraverso autobus pubblici che funzionano a energia pulita, veicoli a basse emissioni ed auto intelligenti per uso urbano, il Piemonte è all’avanguardia nella formazione con numerose università, centri di ricerca, parchi scientifici e tecnologici e poli di innovazione.

Piemonte Wine

Conferenza di presentazione dei vini piemontesi – con degustazione finale – svoltasi nell’ambito della partecipazione della Regione Piemonte all’Expo di Shanghai.

Torino, 25 maggio 2010

DECALOGO DI PROMOZIONE TURISTICA. 10 BUONE REGOLE PER UNA PROMOZIONE EFFICACE ED ETICA DEL PIEMONTE”

Un’immagine condivisa e “di prodotto”; calendari coordinati per le presenze in Italia e all’estero; uso di vettori low cost e alberghi massimo tre stelle, potenziamento della promozione sul web coinvolgendo gli studenti universitari, attenta verifica delle ricadute e creazione di un database di contatti accessibile agli operatori.

A partire dall’anno in corso, la Regione Piemonte si dota di un nuovo strumento finalizzato al potenziamento delle azioni di promozione turistica promosse dall’Ente o realizzate attraverso un contributo regionale, nonché all’ottimizzazione e razionalizzazione delle risorse pubbliche impiegate a tal fine.

Sono questi gli obiettivi del “Decalogo di promozione turistica”, messo a punto dall’Assessorato al Turismo della Regione Piemonte: 10 buone regole per una promozione efficace ed etica del Piemonte”, alle quali dovranno strettamente attenersi tutti coloro i quali vorranno accedere a contributi pubblici regionali, per azioni di promozione turistica del Piemonte.

Per una migliore efficacia delle iniziative di promozione:

  1. Una linea grafica coordinata: i soggetti che ottengono contributi regionali per l’attività di promozione dovranno attenersi alla linea grafica coordinata indicata dalla Regione.
  2. Strategia di prodotto: rimodulazione della strategia di comunicazione in un’ottica di “prodotto” turistico. Nella comunicazione saranno privilegiati i prodotti che costituiscono i veri attrattori del territorio: il Piemonte non come destinazione turistica in sé, ma come meta “contenitore” di prodotti turistici d’eccellenza.
  3. Una promozione unitaria dell’Ente Regione: deve essere attuato un attento coordinamento tra le varie Direzioni regionali nella presentazione in Italia e all’estero del “Piemonte”.
  4. Programmazione e coordinamento con i privati: i soggetti pubblici e privati, che intendono accedere ai contributi regionali per la promozione, dovranno presentare alla Regione entro il 15 gennaio di ogni anno un calendario delle attività previste nel corso dell’anno, per consentire alla Regione un coordinamento di tutte le iniziative e una razionalizzazione dei calendari stessi. La presentazione del programma nei tempi previsti costituirà un fattore premiante nell’ambito delle graduatorie per l’assegnazione dei contributi.
  5. 100 giorni di web marketing: sono incentivate, da subito, le azioni di posizionamento sui portali, l’attivazione di booking online con forte coinvolgimento degli operatori, azioni di destination marketing aggressivo su web. La Regione si avvarrà per queste azioni, anche, di studenti in convenzione con le Università competenti.
  6. Verifica delle ricadute: ogni attività di promozione del Piemonte, dovrà dar luogo ad una attenta analisi delle ricadute, in termini di flussi turistici indotti. I risultati delle analisi effettuate costituiranno la base per valutare l’opportunità di un rifinanziamento delle singole azioni o per una riprogrammazione delle attività.
  7. Condivisione delle informazioni: i soggetti che usufruiscono di contributi regionali per le attività di promozione, entro 60 giorni dalla fine dell’evento, sono tenuti a conferire in una specifica banca dati regionale report dettagliati relativi ai contatti, con rilevanza turistica o di comunicazione, avviati nel corso delle attività. La banca dati sarà messa a disposizione di tutti gli operatori del settore.

Per un utilizzo eticamente corretto delle risorse:

  1. Attenzione nella scelta dei vettori: i soggetti che ottengono finanziamenti regionali per le attività di promozione in Italia e all’estero, devono dare priorità ai voli low cost, in ogni caso sempre in classe economica, a utilizzare ove possibile collegamenti veloci ferroviari.
  2. Riduzione costi hotel: utilizzo di hotel a tre stelle, nei Paesi che prevedono una classificazione analoga a quella italiana. Priorità a strutture ricettive convenzionate con l’Ente Regionale.
  3. Composizione delle Delegazioni: nelle trasferte promozionali dovranno essere rispettati i principi dell’equilibrio delle rappresentanze e della qualificazione dei soggetti partecipanti. La rappresentanza politico-istituzionale dovrà essere ridotta all’essenziale, mentre deve essere privilegiata la componente tecnica, con particolare attenzione alla preparazione linguistica e professionale. Comunque non saranno accettate in rendicontazione tutte le spese di rappresentanza (cene, convivi, etc..) e tutti gli altri costi non strettamente riconducibili ad azioni di promozione turistica.

Questo decalogo di promozione turistica – dichiara il presidente della Regione, Roberto Cota è pienamente in linea con l’input che, fin dalle prime azioni, la nostra Giunta ha dato per un uso più corretto delle risorse pubbliche, in tutti gli ambiti di nostra competenza. Non è soltanto una giusta questione etica, ma a fronte di risorse che sappiamo essere particolarmente limitate in questo momento, significa semplicemente usare un pò più di logica in modo da concentrare gli sforzi collettivi su azioni che, così coordinate, avranno anche maggiori chance di portare buoni risultati. Fare attenzione all’equilibrio quantitativo e professionale di una delegazione, scegliere un volo low cost dove possibile e una categoria d’albergo decorosa, ma non necessariamente costosa, è un atto di responsabilità nei confronti del portafoglio pubblico non lontana da ciò che ognuno di noi è già abituato a fare con le proprie finanze.”.

Promuovere il Piemonte, in Italia e all’estero, vuol dire “vendere vacanze”, non “andare in vacanza” - commenta l’assessore al Turismo, Alberto CirioÈ fondamentale non frammentare le azioni: non possiamo andare in tanti e in momenti diversi: serve un calendario coordinato e questo vale sia per le diverse Direzioni regionali che per coloro che accedono ai nostri contributi. Un’immagine positiva, coordinata e, soprattutto, di prodotto: sono i tre aggettivi chiave per quanto riguarda l’efficacia della promozione. Il Piemonte è certamente una meta turistica, ma lo deve ai suoi prodotti d’eccellenza: dieci di essi diventeranno i protagonisti della nostra prossima campagna di promozione. L’uso del web, poi, deve diventare prioritario per tutti, dal momento che l’e-commerce è cresciuto del 15% nell’ultimo anno e più della metà degli acquisti on-line è proprio in ambito turistico: pensiamo a una collaborazione con l’Università che preveda la valorizzazione di studenti specializzati in materie turistiche. Inoltre, è importante verificare le ricadute delle azioni intraprese sui mercati di riferimento, per correggere le scelte di metodo là dove necessario. E, infine, creeremo un grande database nel quale confluiranno tutti i contatti sviluppati attraverso i vari eventi di promozione: potranno accedervi tutti gli operatori del mondo turistico, pubblico e privato, ampliando sia quantitativamente che qualitativamente il proprio bacino di relazioni.”.


Josè Urso 335/7940036

Ufficio Stampa Giunta Regionale

Assessorato Istruzione, Turismo e Sport

jose.urso@regione.piemonte.it

Parco fluviale Gesso e Stura: il parco con la città dentro

Il Parco fluviale Gesso e Stura nasce, come area protetta della regione Piemonte, nel febbraio 2007 con lo scopo di tutelare e valorizzare il territorio del fiume Stura di Demonte e del torrente Gesso nel Comune di Cuneo.

1500 ettari di ambiente naturale fluviale per lo sport, la didattica, il tempo libero, la cultura a due passi dal centro città che rappresenta una cerniera di collegamento con i territori circostanti, a valle e a monte dove incontra il Parco Naturale delle Alpi Marittime. Una Rete Verde di percorsi ciclo-pedonali, attualmente di circa 40 km, raggiungerà i 100 km di estensione per collegare le undici aree in progetto: quattro riserve naturali e sette aree attrezzate.

Al cuore del parco, ovviamente, l’acqua, con i 30 km che il torrente Gesso e il fiume Stura percorrono all’interno del Comune di Cuneo.

I diversi ecosistemi legati ai 30 km di acqua che il Gesso e lo Stura percorrono nel Comune di Cuneo sono popolati da centinaia di specie animali, alcune anche di particolare interesse conservazionistico: 144 specie di uccelli, 25 di mammiferi, 6 di anfibi, 8 di rettili, 53 di lepidotteri diurni oltre ad un numero considerevole di insetti e altri invertebrati. Nel parco ci si può, per esempio, imbattere in un picchio rosso maggiore al lavoro, nella rarissima farfalla Maculinea arion, in un capriolo, così come è possibile osservare cormorani, aironi e il variopinto martin pescatore.

La vegetazione prevalente è di tipo boschivo con querce, robinia, frassino; particolarmente suggestivo è il bosco planiziale di Sant’Anselmo, l’unico rimasto intatto all’interno del Comune di Cuneo. Il resto del territorio è occupato da colture agricole, prati, orti e vegetazione ripariale con piante d’ontano, pioppo bianco e nero, salice.

Nel parco si trovano anche emergenze di particolare interesse storico e culturale come santuari, cappelle, mulini, ville, martinetti, cascinali.

Cosa fare nel parco?

Picnic libero, tu porti gli amici noi pensiamo al resto.

Perché il parco è luogo ideale per un picnic fuori porta, senza neanche dover usare l’auto. Le aree delle Basse di Stura, Santuario degli Angeli, Madonna della Riva e Via delle Isole (in frazione Madonna delle Grazie) sono già attrezzate di tavoli, panche e acqua potabile, e sono raggiungibili a piedi o in bicicletta.

Sport, per chi ama il caldo o per chi ama il freddo.

Una pista 4 stagioni per lo sci di fondo. Ma anche corsa, ippica, pattinaggio a rotelle, calcio, tennis, beach volley, mountain bike, ciclismo, nuoto, pesca, trekking, nordic walking, canoa, arrampicata grazie ai servizi e alle strutture sportive presenti nel parco.

Andare a piedi o in bici

Per godersi appieno la natura e il paesaggio del parco sono stati individuati alcuni percorsi adatti per escursioni a piedi o in bicicletta. L’arredo prevede paline, bacheche e leggii che guidano il visitatore alla scoperta del territorio nei suoi tratti naturalistici e storico-culturali.

Percorsi ciclabili:

1-Torrente Gesso, dal Parco della Gioventù fino a Borgo San Dalmazzo;
2-Via Antica di Vignolo, dalle Basse di Stura fino a Cervasca e Vignolo;
3-Confluenza, di collegamento tra Parco della Gioventù e Basse di Stura;
4-Fiume Stura, da Via Cascina Colombaro in direzione Borgo San Dalmazzo;
5-Sant’Anselmo, da Madonna delle Grazie fino a Castelletto Stura;
6-Madonna della Riva, da Madonna dell’Olmo verso la frazione Ronchi.

Imparare e divertirsi

Nel parco si trovano emergenze di particolare interesse storico e culturale come santuari, cappelle, mulini, ville, martinetti, cascinali.

Il Comune di Cuneo, in qualità di ente gestore del parco, promuove iniziative con finalità ludico-didattiche per adulti e bambini: escursioni, momenti di festa, laboratori, manifestazioni sportive, convegni e mostre su temi legati al territorio fluviale cuneese. Sono previste anche specifiche attività con le scuole.

Punti di ingresso

- viale degli Angeli
- via Basse S. Anna
- via Cascina Colombaro
- via delle Isole
- viale Mistral

Parcheggi di accesso al parco

- Impianti sportivi comunali Parco della Gioventù, Cuneo. Collegato al centro città con ascensore
- Piazza Foro Boario, Cuneo
- Parcheggio Cimitero, Cuneo

Punti informativi del parco

- Impianti sportivi comunali, via Porta Mondovì n. 7 – Parco della Gioventù
- Associazione sportiva ippica Cascina Costantino, viale Mistral n. 85 – S. Rocco Castagnaretta
- B&B “La ch’a diy Banda”, via delle Isole n. 72 – Madonna delle Grazie
- Campeggio Bisalta, via S. Maurizio n. 33 – S. Rocco Castagnaretta
- Bar degli Angeli, Viale Angeli n. 107 – Cuneo

INFO, segnalazioni e suggerimenti:
Parco fluviale Gesso e Stura: Comune di Cuneo
Piazza Torino n. 1 12100 Cuneo
Tel. 0171.444501
parcofluviale@comune.cuneo.it
www.parcofluviale.cuneo.it

Oltre il parco – storia dell’ecologia del territorio dell’alta ossola

PARCO NATURALE DELL’ALPE VEGLIA E DELL’ALPE DEVERO
logo_parco_veglia_deveroIstituito con legge approvata dal Consiglio Regionale del Piemonte il 4 Marzo del 1995, il Parco naturale dell’Alpe Veglia e dell’Alpe Devero, con la zona di salvaguardia che lo precede (Preparco) è costituito da due ampie conche di origine glaciale, al lembo occidentale delle Alpi Lepontine: l’Alpe Veglia e l’Alpe Devero. Diviso amministrativamente tra i due comuni di Varzo, Trasquera, Baceno e Crodo, il territorio protetto si estende così, senza soluzione di continuità, dal Monte Leone fino alla Punta d’Arbola, per più di ottomila ettari, confinanti ad est con l’Alta Valle Formazza, a Sud Est con la Valle Antigorio, a Sud con la Val Divedro, a Sud Ovest con la Valle del Sempione, a Nord con le Valli laterali delle Valli del Rodano, dove si trova la gemella Riserva di Binn.Risultato di un lungo cammino iniziato nei primi anni del secolo, il primo nucleo del parco è nato alla fine degli anni Settanta per tutelare l’Alpe Veglia, ma è solo all’inizio degli anni Novanta che finalmente anche l’area del Devero è diventata Parco Naturale. Incuneato tra il Vallese e l’Ossola, da sempre territorio del parco ha costituito una comoda via di passaggio di merci tra Nord e Sud; non a caso le prime tracce della presenza umana risalgono alla preistoria.
Sin dal Medioevo, i pascoli dei due alpeggi sono stati intensamente sfruttati dagli abitanti del fondovalle, che, nel corso dei secoli, hanno modificato profondamente il paesaggio naturale, piegandolo ai propri bisogni: incanalando le acque, bonificando i terreni paludosi, limitando il sottobosco di mirtilli e rododendri per aumentare la superficie coltivabile, costruendo nuclei abitativi.
L’interesse turistico per questi luoghi nasce verso la fine del secolo scorso, incentivato dalla moda dei viaggi, delle esplorazione alpine, e non ultimo, dalla scoperta di una fonte di acqua minerale ferruginosa dell’Alpe Veglia. Vengono costruiti i primi alberghi e il flusso dei turisti continua ad aumentare fino ai nostri giorni.
Ma, nonostante le modifiche apportate dall’uomo e dalle variazione climatiche, il fascino e la bellezza di queste Vallate si sono conservati integri e la loro preservazione è compito primo del Parco, accanto alla valorizzazione del lavoro degli alpigiani.

Le Parc Naturel des Alpes Veglia et Devero

Le Parc Naturel des Alpes Veglia et Devero a été constitué en 1995; il sauvegarde 11.000 hectares d’environnements typiquement alpins, entre le 1600 et 3552 mètres de la cime du Mont Leone.
Cet environnement reproduit une localité de l’Alpe Devero à la limite supérieure du bois de mélèze, l’endroit particulier du faisan de montagne.
Comme nous le remarquons tout de suite, le diorama représente des moments différents des saisons; de gauche à droite nous passons du plein hiver à l’été déjà avancé.
Dans cet endroit, à 2000 mètres d’altitude, le climat est très rigoureux et le sol reste couvert de neige pendant plus de 200 jours par an. La plus grande partie des oiseaux, à l’arrivée de la mauvaise saison, ils abandonnent le Parc pour des zones au climat plus doux, mais il y a quelques espèces parfaitement en mesure de résister aux rigueurs du climat d’hiver. Le faisan de montagne est une de celles-ci.
Les narines et les pattes du faisan de montagne sont couvertes de plumes et d’une grande couche de plumeaux qui l’isolent du froid. Les doigts sont plus longs avec des écailles épidermiques latérales qui lui empêchent de s’effondrer dans la neige fraîche.
Le faisan de montagne se nourrit de baies de myrtilles, de rhododendron, de mélèze et de genièvres, qu’il trouve facilement même dans le paysage complètement enneigé.
Une bonne partie des journées d’hiver, il les passe dans des trous, creusés dans la neige poudreuse, cela pour épargner ses énergies et pour se cacher des oiseaux de proie. Comme dans un “igloo”, dans ces refuges la température est d’environ zéro degrés, tandis qu’au dehors, elle peut descendre aussi à moins 25.
Les caractéristiques de ces espèces sont les magnifiques parades de noce qui se déroulent au printemps, entre les mois d’avril et de juin, dans les surfaces de chant, les “leks”, où, chaque matin, de nombreux mâles combattent entre eux pour les femelles.
Nous nous déplaçons vers la droite, dans le diorama nous voyons une grive et un pinson des arbres qui cherchent la nourriture à la limite de la neige qui est en train de fondre, où poussent des gentianes et des anémones de printemps. Entre les branches du rhododendron qui abrite le nid du faisan de montagne, il y a un venturon montagnard et un accenteur mouchet. Plus loin, sur le rocher, un moineau et sur le tronc du mélèze un grimpereau alpestre à la recherche d’insectes. Entre les fleurs d’été et les myrtilles, il y a une famille qui picore, elle est composée d’une femelle de faisan de montagne et trois petits, de différents papillons parmi lesquels sur le rhododendron, une jolie petit Apollon Parnassius phoebus blanche avec les caractéristiques taches rouges. En bas à droite, à la base du tronc, un lézard vivipare.
Le mélèze est le seul conifère qui constitue les bois purs dans le parc. Entre les 2000 et les 2002 mètres les derniers minces mélèzes laissent la place à une bruyère de rhododendrons et de myrtilles.
Pour franchir l’hiver à ces altitudes, les plantes adoptent des stratagèmes différents: le terrain est aride pour le gel et le mélèze pour ne pas disperser l’eau à travers la transpiration, il perd ses aiguilles; le rhododendron, toujours vert, il reste enseveli sous la neige: l’azalée alpine, le silène acaule et les saxifrages forment des coussinets compacts qui créent à leur intérieur son micro-endroit, plus favorable par rapport à celui qui l’entourent

Naturpark im Alpengebiet Veglia und Devero

Der, im Jahre 1995 gegründete Naturpark im Alpengebiet Veglia und Devero umfaßt 11.000 Hektar typisches Alpenmilieu, in einer Höhenlage zwischen 1600 und 3552 Metern vom Gipfel des Monte Leone.
Diese Akklimatisation erzeugt oberhalb der Grenzen vom Lärchenwald der Devero-Alpen Umweltbedingungen, die ein typisches Habitat für das Birkhuhn begründen.
Wie man sofort bemerkt, weist das Landschaftsbild unterschiedliche Jahreszeiterscheinungen auf: von links nach rechts wechselt man vom tiefsten Winter in den Spätsommer über.
In dieser Umgebung, auf einer Quote von 2000 Metern, herrscht ein sehr hartes Klima und der Boden bleibt für mehr als 200 Tage im Jahr schneebedeckt. Der überwiegende Teil der Vogelwelt verläßt den Naturpark bei Einbruch der schlechten Jahreszeit, um sich in milderen Klimabereichen aufzuhalten, aber es gibt einige Arten, die perfekt in der Lage sind der Rauheit des winterlichen Klimas standzuhalten. Zu einer dieser Arten gehört das Birkhuhn.
Die Nüster und Füße des Birkhuhns sind mit Federn bedeckt und eine dichte Schicht von Flaumfedern schützt es vor der Kälte. Die Zehen sind durch seitliche Epidermalschuppen verbreitert, um zu verhindern, das es im frischen Schnee versinkt.
Das Birkhuhn ernährt sich von Heidelbeerknospen, Rhododendron, Lärchen und Wacholder, leicht auffindbar auch in einer gänzlich schneebedeckten Landschaft.
Um Energie zu sparen und um sich vor Raubtieren zu verstecken verbringt das Birkhuhn den überwiegenden Teil der Wintertage in, im Pulverschnee gescharrten Gruben. Wie in einem „Iglu“ beträgt die Temperatur in diesen Zufluchtsorten konstant um Null Grad, während die Außentemperatur auch auf minus 25°C sinken kann.
Ein Merkmal dieser Vogelart sind die eindrucksvollen Brunftparaden, die im Frühjahr zwischen April und Juni stattfinden, in den sogenannten Gesangsarenen oder „Leks“, in denen jeden Morgen zahlreiche Männchen untereinander um ihre Weibchen kämpfen.
Wenn wir uns weiter in östliche Richtung begeben, können wir in der Landschaft eine Misteldrossel und einen Bergfinken betrachten, die sich ihr Essen am Grenzbereich des sich schmelzenden Schnees suchen, im dem frühjährlicher Enzian und Anemonen sprießen. Zwischen den Rhododendronzweigen, die das Nest des Birkhuhns schützen halten sich ein Zitronengirlitz und eine Heckenbraunelle auf. Etwas weiter entfernt, auf einen Felsen, ein Zaunkönig und auf einem Lärchenbaumstumpf ein Waldbaumläufer, auf der Suche nach Insekten. Zwischen den Sommerblumen und den Heidelbeeren, wo ein Birkhuhnweibchen mit drei Jungtieren scharrt, befinden sich die unterschiedlichsten Schmetterlinge, darunter, auf einem Rhododendrenstrauch ein bildschönes Exemplar von einem Alpenapollo (Parnassius phoebus), weiß mit den charakteristischen roten Flecken. Rechts unten, an der Stammwurzel, eine Waldeidechse.
Die Lärche ist der einzige Nadelbaum, der einen Reinbestand begründet. Auf einer Höhe zwischen 2000 und 2200 Metern machen die letzten hageren Lärchen einem Heideland aus Rhododendron und Heidelbeeren Platz.
Um den Winter auf diesen Quoten zu überstehen, bedienen sich die Pflanzen unterschiedlicher Listen: der Boden ist auf Grund des Eises unfruchtbar, und damit die Lärche mittels der Transpiration kein Wasser verliert wirft sie ihre Nadeln ab; der immergrüne Rhododendron bleibt unter dem Schnee vergraben; die Alpenazalee, die silene acaulis (stengelloses Leimkraut) und der Steinbrech bilden kompakte Polster, in denen sie ihre eigene Mikroumgebung erzeugen, die hinsichtlich der wahren Umgebung wesentlich günstiger ist.

Si ringrazia il Parco Naturale Veglia Devero per la gentile concessione delle immagini e per i testi.

Torino, ai piedi del monte

regione piemonte In Piemonte vivono oggi oltre 4 milioni di abitanti. Il territorio è vasto e diversificato: montuoso (Alpi), collinare (Langhe, Roero, Canavese), pianeggiante (Val Padana). Le Alpi sono imponenti, rocciose, innevate: su quelle vette scintillanti, si sa, “salta il camoscio e tuona la valanga” (Carducci). Dolcemente malinconico lo scenario collinare delle Langhe e del Monferrato, tra nebbie, tartufi e rarità vinicole.

Già abitato in età neolitica, poi occupato da Celti e Liguri, infine colonizzato da Roma (200 a. C.), il Piemonte ha poi conosciuto, attraverso le alterne vicende di secoli turbolenti, irruzioni e domini delle etnie più svariate: Burgundi, Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi. E lotte di signorie, tra Visconti, Asburgo, Valois. Finalmente, tra Seicento e Settecento, comincia a unificarsi alla guida dei Savoia. Il processo culminerà nell’Ottocento, col Risorgimento nazionale e l’unità d’Italia.

Oggi la Regione, dopo un ciclo di flessione, è nuovamente esuberante di attività e iniziative. L’agricoltura comprende cereali, ortaggi, vitigni e una preziosa enogastronomia. Sempre attiva e florida la zootecnia. Eccellente la produzione del cioccolato, con l’immortale Gianduiotto. L’indotto del settore meccanico (plastiche, vernici, pneumatici), un tempo concentrato sul capoluogo, si è poi decentrato meglio sul territorio. Vivace il settore finanziario e bancario (istituti di credito, assicurazioni). Molto frequentato il turismo.

Notevole la produzione laniera e tessile a Biella, Novara e Vercelli, che detiene anche il primato europeo del riso. Cuneo, sorta nel 1198, è città di forte tradizione patriottica, con un grandioso centro storico. Com’è naturale, la posizione geografica e le comunicazioni condizionano nel commercio e nei movimenti i vari centri urbani. Così Novara gravita in qualche modo nell’orbita milanese e lombarda, mentre Asti può dirsi compresa nell’area torinese, e Alessandria, città natale di Umberto Eco, risorta a nuovo decoro dopo le gravi alluvioni degli anni Novanta, è piuttosto proiettata in quella ligure.

Torino, ovvero l’Augusta Julia Taurinorum dei Romani, ha conservato la pianta lineare e squadrata del “castrum”, cioè dell’accampamento militare. Ha circa 900 mila abitanti, ed è la terza città d’Italia, dopo Milano e Roma, per produttività e benessere. Ma nel Risorgimento è stata capitale italiana, tra fermenti liberali e spinte patriottiche: è qui che nel 1848 Carlo Alberto emana lo Statuto, ed è attorno al Piemonte dei Savoia e di Cavour che in quegli anni si costruisce politicamente l’Italia.

La città ha volti diversi. C’è la Torino sobria e misurata dal fascino letterario e ottocentesco dei lunghi corsi alberati, tra monumenti, musei e antiche pasticcerie. Qui, nei primi decenni del Novecento, nascono l’Eiar e l’industria del cinema. E’ la città colta, dignitosa e borghese di Gozzano, Pavese, Primo Levi, Arpino, Calvino. Sempre viva, del resto, la tradizione culturale di città e regione, con un’importante intellettualità politica e filosofica, dalle forti componenti liberali (Giolitti, Gobetti, Einaudi) e socialiste (Gramsci, Bobbio)

Ma poi c’è la Torino industriale e tecnologica, che negli anni Sessanta si fa protagonista del boom economico nazionale, attirando manodopera dal Sud e sfornando utilitarie per tutti gli italiani. E oggi, dopo le Olimpiadi del 2006, si fa smagliante e metropolitana, liberandosi di quel po’ di polvere, per esaltare una forte vocazione turistico-cosmopolita. Laboratorio di soluzioni innovative, con un’ industria elettronica e aerospaziale avanzata e raffinatissima, il nuovo metrò, l’originalissimo Museo del Cinema genialmente allestito nella Mole di Antonelli. E la stessa Fiat, che dopo anni di declino, torna a proiettarsi nel mercato mondiale con nuovi modelli e bilanci invidiabili.

Infine, le care e importantissime istituzioni di sempre: come il Lingotto (che ospita periodicamente Artissima, il Salone del Libro e quello del Gusto), il Museo Egizio, il Museo del Risorgimento e quello dell’Auto, il teatro Regio e il Carignano, nonché Palazzo Reale, con tanti altri monumenti e sontuose residenze sabaude.

Madeinitaly.tv è un progetto di ITG Srl · Copyright 2001 - 2012 // Madeinitaly.tv ver. 2.9 based on WordPress // Designed by We Are Yeti