In Piemonte vivono oggi oltre 4 milioni di abitanti. Il territorio è vasto e diversificato: montuoso (Alpi), collinare (Langhe, Roero, Canavese), pianeggiante (Val Padana). Le Alpi sono imponenti, rocciose, innevate: su quelle vette scintillanti, si sa, “salta il camoscio e tuona la valanga” (Carducci). Dolcemente malinconico lo scenario collinare delle Langhe [...]
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In Piemonte vivono oggi oltre 4 milioni di abitanti. Il territorio è vasto e diversificato: montuoso (Alpi), collinare (Langhe, Roero, Canavese), pianeggiante (Val Padana). Le Alpi sono imponenti, rocciose, innevate: su quelle vette scintillanti, si sa, “salta il camoscio e tuona la valanga” (Carducci). Dolcemente malinconico lo scenario collinare delle Langhe e del Monferrato, tra nebbie, tartufi e rarità vinicole.
Già abitato in età neolitica, poi occupato da Celti e Liguri, infine colonizzato da Roma (200 a. C.), il Piemonte ha poi conosciuto, attraverso le alterne vicende di secoli turbolenti, irruzioni e domini delle etnie più svariate: Burgundi, Goti, Bizantini, Longobardi, Franchi. E lotte di signorie, tra Visconti, Asburgo, Valois. Finalmente, tra Seicento e Settecento, comincia a unificarsi alla guida dei Savoia. Il processo culminerà nell’Ottocento, col Risorgimento nazionale e l’unità d’Italia.
Oggi la Regione, dopo un ciclo di flessione, è nuovamente esuberante di attività e iniziative. L’agricoltura comprende cereali, ortaggi, vitigni e una preziosa enogastronomia. Sempre attiva e florida la zootecnia. Eccellente la produzione del cioccolato, con l’immortale Gianduiotto. L’indotto del settore meccanico (plastiche, vernici, pneumatici), un tempo concentrato sul capoluogo, si è poi decentrato meglio sul territorio. Vivace il settore finanziario e bancario (istituti di credito, assicurazioni). Molto frequentato il turismo.
Notevole la produzione laniera e tessile a Biella, Novara e Vercelli, che detiene anche il primato europeo del riso. Cuneo, sorta nel 1198, è città di forte tradizione patriottica, con un grandioso centro storico. Com’è naturale, la posizione geografica e le comunicazioni condizionano nel commercio e nei movimenti i vari centri urbani. Così Novara gravita in qualche modo nell’orbita milanese e lombarda, mentre Asti può dirsi compresa nell’area torinese, e Alessandria, città natale di Umberto Eco, risorta a nuovo decoro dopo le gravi alluvioni degli anni Novanta, è piuttosto proiettata in quella ligure.
Torino, ovvero l’Augusta Julia Taurinorum dei Romani, ha conservato la pianta lineare e squadrata del “castrum”, cioè dell’accampamento militare. Ha circa 900 mila abitanti, ed è la terza città d’Italia, dopo Milano e Roma, per produttività e benessere. Ma nel Risorgimento è stata capitale italiana, tra fermenti liberali e spinte patriottiche: è qui che nel 1848 Carlo Alberto emana lo Statuto, ed è attorno al Piemonte dei Savoia e di Cavour che in quegli anni si costruisce politicamente l’Italia.
La città ha volti diversi. C’è la Torino sobria e misurata dal fascino letterario e ottocentesco dei lunghi corsi alberati, tra monumenti, musei e antiche pasticcerie. Qui, nei primi decenni del Novecento, nascono l’Eiar e l’industria del cinema. E’ la città colta, dignitosa e borghese di Gozzano, Pavese, Primo Levi, Arpino, Calvino. Sempre viva, del resto, la tradizione culturale di città e regione, con un’importante intellettualità politica e filosofica, dalle forti componenti liberali (Giolitti, Gobetti, Einaudi) e socialiste (Gramsci, Bobbio)
Ma poi c’è la Torino industriale e tecnologica, che negli anni Sessanta si fa protagonista del boom economico nazionale, attirando manodopera dal Sud e sfornando utilitarie per tutti gli italiani. E oggi, dopo le Olimpiadi del 2006, si fa smagliante e metropolitana, liberandosi di quel po’ di polvere, per esaltare una forte vocazione turistico-cosmopolita. Laboratorio di soluzioni innovative, con un’ industria elettronica e aerospaziale avanzata e raffinatissima, il nuovo metrò, l’originalissimo Museo del Cinema genialmente allestito nella Mole di Antonelli. E la stessa Fiat, che dopo anni di declino, torna a proiettarsi nel mercato mondiale con nuovi modelli e bilanci invidiabili.
Infine, le care e importantissime istituzioni di sempre: come il Lingotto (che ospita periodicamente Artissima, il Salone del Libro e quello del Gusto), il Museo Egizio, il Museo del Risorgimento e quello dell’Auto, il teatro Regio e il Carignano, nonché Palazzo Reale, con tanti altri monumenti e sontuose residenze sabaude.