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	<title>The Italian genius web tv &#187; Abruzzo</title>
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		<title>La Madonna che scappa in piazza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 09:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toni Guga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Madonna che scappa in piazza Confraternita di Santa Maria di Loreto Cenni storici La più antica e certa testimonianza dell&#8217;esistenza a Sulmona di una Confraternita intitolata a S. Maria di Loreto risale ai primi anni del XVI secolo, quando i Confratelli lauretani innalzano un altare alla Vergine nella chiesa si S.Maria della Tomba. Ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>La Madonna che scappa in piazza</h2>
<p><strong>Confraternita di Santa Maria di Loreto</strong><br />
<strong>Cenni storici</strong></p>
<p><a href="http://www.confraternitasmdiloreto.it/" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2511" title="confraternita_logopng" src="http://www.madeinitaly.tv/wp-content/uploads/2009/03/confraternita_logopng.jpg" alt="confraternita_logopng" width="89" height="147" /></a>La più antica e certa testimonianza dell&#8217;esistenza a Sulmona di una Confraternita intitolata a S. Maria di Loreto risale ai primi anni del XVI secolo, quando i Confratelli lauretani innalzano un altare alla Vergine nella chiesa si S.Maria della Tomba. Ma anteriore deve essere la nascita dello stesso Sodalizio, se si considera che proprio a far data dalla seconda metà del 1400 il culto della Vergine lauretana si diffonde nella Penisola. Nata per l&#8217;esercizio di opere di carità e di culto, la Confraternita eresse la sua sede adiacente alla chiesa si S. Maria della Tomba, in un borgo sorto &#8211; per effetto dell&#8217;inurbarsi di contadini e di abitanti di centri vicini &#8211; al di fuori della prima cinta muraria cittadina.<br />
Il Sodalizio lauretano divenne presto espressione di ceti contadini ed artigiani, e giunse a contare, alla metà del 1700, circa 1.200 iscritti &#8220;tanto Cittadini quanto Forestieri&#8221;. Ma all&#8217;inizio del secolo successivo la struttura sociale della Confraternita perse la sua iniziale connotazione, tanto che esponenti della nobiltà locale &#8211; De Letto, Corvi, Sardi &#8211; rivestirono la carica di Priore.<br />
Le odierne funzioni pasquali sono frutto dell&#8217;evoluzione degli antichi drammi liturgici. Un documento dell&#8217;archivio diocesano attesta lo svolgimento di queste, nella configurazione attuale, già nel 1752. In esso si fa menzione di una processione del Cristo Morto del Giovedì Santo gestita dalla Confraternita, funzione che ora sopravvive nel mesto corteo del Venerdì pomeriggio, quando i Confratelli lauretani, in abito scuro, sfilano per le vie del borgo della Tomba con la Bara del Cristo Morto e dell&#8217;Addolorata.<br />
La Sacra rappresentazione affonda le sue radici nelle pagine del Santo Vangelo: la Resurrezione di Gesù.</p>
<p>Fu arricchita dalla pietà e dalla immaginazione popolare di particolari marginali attinti non lontano dalla tradizione, quanto dalla leggenda: Maria ignara ancora del grande evento, accoglie, non senza una certa diffidenza, l&#8217;annunzio della Resurrezione recatole da Pietro e Giovanni; quando però da lontano scorge il Figlio Risorto, corre sulle ali dell&#8217;amore ed incontrarLo, ed abbracciarlo. Quest&#8217;ultimo particolare ha dato il titolo alla Sacra Rappresentazione. I Sulmonesi la chiamano &#8220;La Madonna che scappa in Piazza&#8221;. E come per ogni corsa, anche per la corsa della Madonna i confratelli di S. Maria di Loreto, tirati a sorte tra i più aitanti e veloci, si preparano e si allenano nei giorni precedenti la grande manifestazione, perché la corsa riesca impeccabile e veramente spettacolare. E non sono pochi coloro i quali aspirano alla grande corsa e reputano altissimo vanto e titolo di particolare gloria l&#8217;aver partecipato almeno per una sola volta nella giovinezza alla entusiasmante e commovente volata.</p>
<p><a title="visita il sito" href="http://www.confraternitasmdiloreto.it" rel="nofollow" target="_blank">www.confraternitasmdiloreto.it</a><br />
<a title="visita il sito" href="http://www.madonnachescappainpiazza.it" rel="nofollow" target="_blank">www.madonnachescappainpiazza.it</a></p>
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		<title>L&#8217;ultima spiaggia Punta Aderci</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 15:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>a.santantonio@madeinitaly.tv</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultima spiaggia, Riserva Naturale Regionale Punta Aderci Città del Vasto Le sue radici La sua storia La prima popolazione che abitò Vasto fù costituita, secondo la leggenda, da tribù provenienti dalla Dalmazia. Il primo nome, Histon, venne dato a Vasto da Diomede, il quale arrivò sul posto alla guida degli Illiri; Histon, infatti, ricordava il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>L&#8217;ultima spiaggia, Riserva Naturale Regionale Punta Aderci</h2>
<p><strong>Città del Vasto</strong></p>
<p><strong>Le sue radici La sua storia</strong></p>
<p><a title="visita il sito" rel="nofollow" href="http://www.comune.vasto.ch.it" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2461" title="comune_di_vasto" src="http://www.madeinitaly.tv/wp-content/uploads/2009/03/comune_di_vasto.gif" alt="comune_di_vasto" width="75" height="74" /></a><a rel="nofollow" href="http://www.puntaderci.it/" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2462" title="logo_punta_aderci" src="http://www.madeinitaly.tv/wp-content/uploads/2009/03/logo_punta_aderci.gif" alt="logo_punta_aderci" width="75" height="71" /></a> La prima popolazione che abitò Vasto fù costituita, secondo la leggenda, da tribù provenienti dalla Dalmazia. Il primo nome, Histon, venne dato a Vasto da Diomede, il quale arrivò sul posto alla guida degli Illiri; Histon, infatti, ricordava il monte Histone di Corfù. Verso il V secolo a.C. il sito fù occupato dai Frentani che potenziarono il primitivo approdo di Punta Penna. Le tante iscrizioni osche e i recenti rinvenimenti di anfore nel golfo di Vasto, testimoniano l&#8217;esistenza di traffici marittimi, nonchè la grande importanza della città nel territorio frentano. Dopo la guerra sociale (91-88 a.C.) Histon divenne Histonium e fù elevata alla dignità di Municipio Romano e durante l&#8217;età imperiale acquisì potenza e prestigio. In epoca post-imperiale la città non fù risparmiata dalle invasioni barbariche alle quali fece seguito un periodo oscuro nel quale si perse addirittura il suo nome. Un conquistatore franco, Aymone, eresse, sulle rovine dell&#8217;antica Histonium, un borgo fortificato, da lui chiamato Guast d&#8217;Aymone. Dopo il periodo angioino, che lasciò delle tracce profonde nel lessico, Vasto fù assegnata ai D&#8217;Avalos, di origine spagnola, che vi trasferirono il fasto della corte iberica e innalzarono uno splendido palazzo: il Palazzo D&#8217;Avalos; la città, per la sua bellezza, fù chiamata &#8220;Atene degli Abruzzi&#8221;. Il Palazzo D&#8217;Avalos fù distrutto dai Turchi nel &#8217;500, ma subito ricostruito in forme rinascimentali; fù anche dimora di Vittoria Colonna. Al suo interno oggi si trovano il Museo Archeologico e la Pinacoteca. La città alta conserva molte testimonianze del suo passato; resti di ville Augustee e tracce di insediamenti medievali. Nei pressi di quella che fù, più tardi, la Chiesa di S.Pietro, si ergeva, in epoca romana, il Campidoglio; in Via Adriatica furono scoperte le Terme, le quali stanno a dimostrare quanto abbondante fosse l&#8217;acqua a disposizione dei vastesi di ieri, i quali, nelle opere idrauliche, erano dei veri e propri maestri; basti pensare alle due enormi cisterne ancora intatti situati al capo meridionale della Loggia Amblingh. Al Seicento risale il superbo Palazzo della Penna che domina la spianata omonima al riparo da occhi troppo indiscreti; quattro massicci bastioni con munitissime garitte dovevano servire a scoraggiare eventuali malintenzionati. E&#8217; la casa dei misteri; si narra che l&#8217;edificio venne messo su in una notte da cento diavoli. Dove è situata oggi Punta Penna dicono che una volta ci fosse una splendida città, Buca, sparita ingoiata dal mistero. Famosa la tavoletta di bronzo qui rinvenuta che reca in lingua osca i nomi di due censori frentani, con i resti di mura, templi, colonne, urne funerarie e monete. Tra i personaggi illustri cui la città Del Vasto diede i natali (Vasto, insieme con il Cairo ed il Pireo vuole, innanzi a sè, l&#8217;articolo maschile), ricordiamo Lucio Valerio Pudente, incoronato poeta in Campidoglio dall&#8217;imperatore romano Traiano, dopo aver gareggiato, a soli tredici anni, nel 106 dC, nella poesia latina, durante i Giochi Capitolini che si svolgevano a Roma; ricoprì in seguito la carica di curatore delle rendite pubbliche durante l&#8217;impero di Antonino Pio. Altro figlio illustre di Vasto fù Gabriele Rossetti, il &#8220;Tirteo d&#8217;Italia&#8221;, poeta ispirato, fecondo, patriota irriducibile che, con i suoi versi, infiammò il Risorgimento napoletano; fù condannato a morte e fuggì esule a Londra, dove non cessò mai di dar lustro all&#8217;Italia e di cantare la lontana, amata patria vastese. Patrono della cittò San Michele, l&#8217;Angelo custode, invocato dai vastesi nei giorni grami della metà del XVII secolo quando terremoti e pestilenze decimavano popolazioni intere. Vasto fù &#8220;città di grazia&#8221; cara al D&#8217;Annunzio e definita dallo storico Marchesani : &#8220;non ultima tra le più vetuste d&#8217;Italia, tra le più favorite dalla natura, una città che non poche ragioni avrebbe ad essere di frequente menzionata.&#8221;</p>
<p>Le immagini, i testi e i marchi sono tratti dal sito <a title="visita il sito" rel="nofollow" href="http://www.comune.vasto.ch.it" target="_blank">www.comune.vasto.ch.it</a><a title="visita il sito" href="http://www.comune.todi.pg.it/"></a> a cura del Comune di Vasto</p>
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		<title>La montagna sacra</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 15:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toni Guga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[The holy mountain Abbazie e monasteri della provincia di Pescara Uno dei più interessanti, fra i monumenti di culto della provincia, è sicuramente l&#8217;Abbazia di S. Maria d&#8217;Arabona. Per arrivarci da Pescara, bisogna seguire la Tiburtina e fermarsi prima del bivio per Manoppello. Il complesso monastico si ritiene sia stato fondato nel 1208 su un&#8217;area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>The holy mountain</h2>
<p><strong>Abbazie e monasteri della provincia di Pescara<br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.provincia.pescara.it/" rel="nofollow" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-2438" title="provincia_di_pescara_logo" src="http://www.madeinitaly.tv/wp-content/uploads/2009/02/provincia_di_pescara_logo.jpg" alt="provincia_di_pescara_logo" width="75" height="105" /></a>Uno dei più interessanti, fra i monumenti di culto della provincia, è sicuramente l&#8217;<strong>Abbazia di S. Maria d&#8217;Arabona</strong>. Per arrivarci da Pescara, bisogna seguire la Tiburtina e fermarsi prima del bivio per <strong>Manoppello</strong>. Il complesso monastico si ritiene sia stato fondato nel 1208 su un&#8217;area occupata da un preesistente edificio dedicato al culto agrario. È, in Abruzzo, uno dei superstiti esempi di architettura ispirata al gotico francese (Info Tel. 085.8561500). A Manoppello troviamo anche il <strong>Santuario del Volto Santo</strong>. Nella chiesa del Monastero dei Frati Cappuccini si trova custodita la Veronica (la vera icona), l&#8217;ormai famosissimo velo su cui sarebbe rimasto impresso il volto di Gesù Cristo e che si trovava una volta in San Pietro a Roma. La reliquia, un velo di cm 17 x 24, costituisce uno degli oggetti religiosi e archeologici più esaminati al mondo (Info Tel. 085.859118).</p>
<p>Da Manoppello, bisogna giungere fino a Serramonacesca per ammirare la splendida <strong>Abbazia di San Liberatore a Maiella</strong> (Info comune Tel. 085.859126). Innalzata intorno al 1000 e ricostruita poi da Desiderio, abate di Montecassino, si staglia in una valle nel verde scenario della montagna sacra. E&#8217; una delle più antiche chiese medioevali dell&#8217;ordine benedettino cassinese; secondo la leggenda venne fondata da Carlo Magno nel 781, ma è solo nell&#8217;884 che viene menzionata all&#8217;interno di un inventario di tutti i beni benedettini.</p>
<p>Tornando lungo la Tiburtina, giunti al bivio e proseguendo per <strong>Torre de&#8217; Passeri</strong>, ecco l&#8217;<strong>Abbazia di San Clemente a Casauria</strong>. Iniziata nell&#8217;871 da Ludovico II (di questo primo impianto resta solo la cripta con le reliquie del santo martire), fu poi trasformata nel 1152 per opera dell&#8217;Abate Leonate. L&#8217;esterno è caratterizzato da un portico sul quale si aprono tre archi di gusto borgognone in corrispondenza dei portali, impreziositi da figure che celebrano la grandezza dell&#8217;abbazia (Info Soprintendenza Tel. 085.8885828).</p>
<p>Riprendendo la Tiburtina, si può salire a <strong>Tocco da Casauria</strong> (Info comune Tel. 085.8805343). Alle falde del monte Rotondo a circa un chilometro di distanza, sorge il <strong>Convento dell&#8217;Osservanza &#8220;S. Maria del Paradiso&#8221;</strong>. Fu edificato nel 1470 dalla pietà del popolo toccolano e donato ai Frati Minori. La chiesa di stile gotico rinascimentale mostra dei rifacimenti barocchi. Il Convento presenta un portico di due ordini d&#8217;archi sfalsati ed un chiostro rettangolare affrescato. Tornando a Tocco da Casauria e proseguendo sulla strada che risale la <strong>Valle dell&#8217;Orta</strong>, possiamo visitare, subito dopo aver oltrepassato Salle Nuova, la <strong>Chiesa di San Tommaso, </strong>nell&#8217;omonima frazione di <strong>Caramanico Terme</strong>. La costruzione attuale risale alla seconda metà del XII secolo. La facciata presenta tre bei portali e un rosone a dieci raggi. Il portale centrale, più ricco dei laterali, ospita sull&#8217;architrave le figure scolpite a tutto tondo del Cristo e dei dodici apostoli; queste sculture, che tradiscono influenze bizantine, sono tra le più belle del periodo medioevale in Abruzzo (Info Tel. 085.922202).</p>
<p><strong>Il filmato &#8220;La Montagna Sacra&#8221; è una produzione:</strong><br />
Mediacom &#8211; Pescara<br />
085382130 &#8211; <a title="visita il sito" href="http://www.mediacomitalia.net" rel="nofollow" target="_blank">www.mediacomitalia.net</a></p>
<p>Le immagini, i testi e i marchi sono tratti dal sito <a title="visita il sito" href="http://www.provincia.pescara.it/" rel="nofollow" target="_blank">www.provincia.pescara.it</a> a cura della Provincia di Pescara</p>
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		<title>A thousand years</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Feb 2009 14:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toni Guga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A thousand years Abruzzo is a mountain region of central-southern Italy that merges natural beauties along with a rich historical and artistic tradition. The region, whose chief town is L&#8217;Aquila, has 1,300,000 inhabitants and includes hills and mountains of the Apennines (National Park &#8220;Del Gran Sasso e della Maiella&#8221;) as well as many sky resorts. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>A thousand years</h2>
<p><a title="visita il sito" rel="nofollow" href="http://www.regione.abruzzo.it/" target="_blank"><img src="http://www.madeinitaly.tv/wp-content/uploads/2008/02/regione-abruzzo-stemmasvg.gif" alt="Regione Abruzzo" align="left" /></a><strong>Abruzzo</strong> is a mountain region of central-southern Italy that merges natural beauties along with a <strong>rich historical and artistic tradition</strong>. The region, whose chief town is L&#8217;Aquila, has 1,300,000 inhabitants and includes hills and mountains of the Apennines (National Park &#8220;Del Gran Sasso e della Maiella&#8221;) as well as many sky resorts.</p>
<p>Its economy is predominantly based on farming, fishing and some tertiary (tourism and commerce) and has been developing more in certain areas, leaving the others with a retardation in communication and transport.</p>
<p>In ancient times Abruzzo was settled by various ethnic groups &#8211; Equi, Piceni, Sanniti and many others &#8211; who ganged up in the year 89 B.C. in the &#8220;<strong>Italic League</strong>&#8221; in order to obtain the Roman Citizenship. It was the first time in history that the word &#8220;Italy&#8221; was used under a political meaning. In the region there are still many different dialects, such as &#8220;Sabino&#8221; (spoken in L&#8217;Aquila), Adriatic and western &#8220;Abruzzese&#8221; that oftentimes cross each other with dialects from the surrounding regions.</p>
<p><strong>L&#8217;Aquila</strong> is situated 700 m. on sea level. It was founded by Frederick II of Swabia around 1230 A.D. according to an organic town planning based on previous villages (99 as for the tradition), which became later as many quarters. With its strong historical values, the city is today the Host for many cultural and film festivals.</p>
<p>Pescara, city of Gabriele D&#8217;Annunzio, faces the Adriatic coast, at the outfall of the homonymous river. Completely rebuilt after WWII, it leaves no traces of its obscure past.</p>
<p><strong>Chieti</strong> (330 m. on sea level) is one of the most ancient Italian cities.</p>
<p><strong>Sulmona</strong>, another beautiful art city, gave birth to Ovidius. <strong>Giulianova</strong>, in its turn, is a prefect sample of a Reinassance town planning. The city of <strong>Atri</strong> is worth to be mentioned too, whose name was given to the Adriatic Sea.</p>
<p>Besides to the Bard D&#8217;Annunzio, Abruzzo gave birth to many other Italian renowned literates and intellectuals, such as <strong>Benedetto Croce</strong>, <strong>Ignazio Silone</strong> and <strong>Ennio Flaiano</strong>.</p>
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		<title>Abruzzo, the Land that framed Italy</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 07:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Toni Guga</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abruzzo, the Land that framed Italy Abruzzo is a mountain region of central-southern Italy that merges natural beauties along with a rich historical and artistic tradition. The region, whose chief town is L&#8217;Aquila, has 1,300,000 inhabitants and includes hills and mountains of the Apennines (National Park &#8220;Del Gran Sasso e della Maiella&#8221;) as well as [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Abruzzo, the Land that framed Italy</h2>
<p><a title="visita il sito" href="http://www.regione.abruzzo.it/" target="_blank"><img src="http://www.madeinitaly.tv/wp-content/uploads/2008/02/regione-abruzzo-stemmasvg.gif" alt="Regione Abruzzo" align="left" /></a><strong>Abruzzo</strong> is a mountain  region of central-southern Italy that merges natural beauties along with  a <strong>rich historical and artistic tradition</strong>. The region, whose  chief town is L&#8217;Aquila, has 1,300,000 inhabitants and includes hills and  mountains of the Apennines (National Park &#8220;Del Gran Sasso e della  Maiella&#8221;) as well as many sky resorts.</p>
<p>Its economy is predominantly based on farming, fishing and some  tertiary (tourism and commerce) and has been developing more in certain  areas, leaving the others with a retardation in communication and  transport.</p>
<p>In ancient times Abruzzo was settled by various ethnic groups &#8211; Equi,  Piceni, Sanniti and many others &#8211; who ganged up in the year 89 B.C. in  the &#8220;<strong>Italic League</strong>&#8221; in order to obtain the Roman Citizenship. It  was the first time in history that the word &#8220;Italy&#8221; was used under a  political meaning. In the region there are still many different  dialects, such as &#8220;Sabino&#8221; (spoken in L&#8217;Aquila), Adriatic and western  &#8220;Abruzzese&#8221; that oftentimes cross each other with dialects from the  surrounding regions.</p>
<p><strong>L&#8217;Aquila</strong> is situated 700 m. on sea level. It was founded by  Frederick II of Swabia around 1230 A.D. according to an organic town  planning based on previous villages (99 as for the tradition), which  became later as many quarters. With its strong historical values, the  city is today the Host for many cultural and film festivals.</p>
<p>Pescara, city of Gabriele D&#8217;Annunzio, faces the Adriatic coast, at  the outfall of the homonymous river. Completely rebuilt after WWII, it  leaves no traces of its obscure past.</p>
<p><strong>Chieti</strong> (330 m. on sea level) is one of the most ancient  Italian cities.</p>
<p><strong>Sulmona</strong>, another beautiful art city, gave birth to Ovidius. <strong>Giulianova</strong>,  in its turn, is a prefect sample of a Reinassance town planning. The  city of <strong>Atri</strong> is worth to be mentioned too, whose name was given  to the Adriatic Sea.</p>
<p>Besides to the Bard D&#8217;Annunzio, Abruzzo gave birth to many other  Italian renowned literates and intellectuals, such as <strong>Benedetto Croce</strong>,  <strong>Ignazio Silone</strong> and <strong>Ennio Flaiano</strong>.</p>
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