Il Trentino-AltoAdige è una regione multietnica. Fino al ’19 parte dell’Austria-Ungheria, poi annessa all’Italia (come “Venezia Tridentina”) dopo la prima guerra mondiale. E’ anche la regione più a nord della Penisola, dove uno spettacolare scenario naturale completamente montuoso, è dominato dalla roccia policroma delle Dolomiti. Tre i ceppi etnico-linguistici prevalenti: l’italiano (65%), il tedesco (32%) e il ladino (3%). Numerosi i parchi (Parco Nazionale dello Stelvio), le splendide oasi naturalistiche e le aree protette.
Il “Trentin-Sudtirol” – tale è la denominazione tedesca – è stato a lungo al centro di forti tensioni etniche. Terra di [Leggi di più...]
Il Trentino-AltoAdige è una regione multietnica. Fino al ’19 parte dell’Austria-Ungheria, poi annessa all’Italia (come “Venezia Tridentina”) dopo la prima guerra mondiale. E’ anche la regione più a nord della Penisola, dove uno spettacolare scenario naturale completamente montuoso, è dominato dalla roccia policroma delle Dolomiti. Tre i ceppi etnico-linguistici prevalenti: l’italiano (65%), il tedesco (32%) e il ladino (3%). Numerosi i parchi (Parco Nazionale dello Stelvio), le splendide oasi naturalistiche e le aree protette.
Il “Trentin-Sudtirol” – tale è la denominazione tedesca – è stato a lungo al centro di forti tensioni etniche. Terra di acceso irredentismo italiano (si pensi alla figura storica di Cesare Battisti) come parte dell’Impero Austro-Ungarico, è stata durante il fascismo oggetto di intensiva italianizzazione. Oggi, anche in seguito a specifici accordi italo-austriaci, tutta la regione gode di ampia autonomia, a tutela della minoranze germaniche e anche ladine. Bolzano e Trento sono “province autonome”, ai vertici delle varie istituzioni locali si alternano esponenti dei tre ceppi etnici, mentre normative molto rigide e precise regolano l’uso dei rispettivi idiomi, in un sostanziale regime di bilinguismo.
Bolzano (Bozen), etnicamente e geograficamente molto legata alla vicina (austriaca) Innsbruck, è tradizionalmente considerata la capitale delle Alpi. In tutta la regione è molto radicato il culto del territorio, vissuto non solo per gli aspetti legati all’ecologia e al turismo, ma come valore spirituale in sé (origini, cultura, appartenenza). Lo splendido paesaggio, del resto, ricco di castelli, malghe in legno e “masi” (fattorie-poderi a base familiare) spiega questa tradizione di rispetto profondo, quasi religioso, per la terra d’origine. Il Duomo di Bolzano offre così un felice esempio architettonico di sincretismo italo-germanico.Da non perdere il Mercatino di Natale (pregiatissimi vini d’alta quota, frittelle di mele, lavorazione del legno).
Trento, già florido municipio romano, vede il suo massimo splendore attorno all’anno mille, con l’istituzione del Principe-Vescovo. Il bel Duomo di San Vigilio è teatro del Concilio tridentino, da cui scatursce poi la Controriforma, come testimonia largamente il trionfo del Barocco.
Proverbiale, infine, l’edonismo gastronomico del Trentino-Alto Adige: che, tra birra, speck e strudel, comprende anche una ricca cacciagione, e risente a sua volta dell’influsso germanico.