Roma? Definirla è ridurla. Patria dell’arte e del diritto, Cinecittà e Vaticano, ministeri e moda. Politica, cultura, religione, enti statali. E vacanze! Centro del cattolicesimo, certo, ma anche di edonismo e laicità cosmopolita. Roma capitale d’Italia (3 milioni 700 mila abitanti), centro storico e metropoli europea, dove modernità e antichità coesistono e pacificamente si compenetrano, in un crogiolo tutto mediterraneo di culture, tra antichi e nuovi Divi. Forse ora è difficile chiamarla Caput Mundi, in un mondo globalizzato e senza baricentro. Comunque città dei Re, dell’Imperatore e del Papa. Roma, testimone di [Leggi di più...]
Roma? Definirla è ridurla. Patria dell’arte e del diritto, Cinecittà e Vaticano, ministeri e moda. Politica, cultura, religione, enti statali. E vacanze! Centro del cattolicesimo, certo, ma anche di edonismo e laicità cosmopolita. Roma capitale d’Italia (3 milioni 700 mila abitanti), centro storico e metropoli europea, dove modernità e antichità coesistono e pacificamente si compenetrano, in un crogiolo tutto mediterraneo di culture, tra antichi e nuovi Divi. Forse ora è difficile chiamarla Caput Mundi, in un mondo globalizzato e senza baricentro. Comunque città dei Re, dell’Imperatore e del Papa. Roma, testimone di 3000 anni, dalla grande storia (l’Impero) alla cronaca mondana (dolce vita). Tutto questo si respira visitando la città, meglio se a piedi e senza foga. L’architettura magniloquente e un po’ enfatica dell’età fascista (Eur, via della Conciliazione) coesiste senza conflitti con la solennità più sobria dei monumenti pagani (Pantheon, Colosseo, Terme, Domus Aurea), gli splendori del Rinascimento (San Pietro, la Sistina), i fasti del barocco (le fontane del Bernini), gli scorci più raccolti di Trastevere. “L’oro, l’argento, le sale da thè….” Tra l’arioso vociare delle borgate, già immortalato dal cinema neorealistico, e l’intensa vita culturale (innumerevoli le Università), i commerci eleganti di via Condotti e quelli più spiccioli e popolari di Porta Portese, la tradizione millenaria non pesa sui ritmi quotidiani e la serenità filosofica e un po’ fatalistica dei romani. E, in genere, dell’uomo laziale.