Salerno, posta nel centro del suo golfo tra la divina costiera amalfitana e le immacolate spiaggie del cilento si presenta agli occhi del visitatore, misteriosa e affascinante. Un passato glorioso di storia, di pensiero, di scienza, di medicina, la pone tra le città più interessanti del meridione. In questo centro storico, quasi un millennio fa, nasceva la più antica scuola di medicina del mondo, la scuola medica salernitana. Qui accorrevano allievi e giungevano pazienti da ogni dove per curargli le loro malattie. A dominio della città, il castello di Arechi II e in prossimità del mare, un forte, la Carnale, il duomo di Salerno, consacrato nel 1085 dal pontefice Gregorio settimo. La cripta, costruita per conservare le reliquie dei martiri salernitani. Il monumento funebre della Regina Margherita di Durazzo. La cappella delle crociate, dove si benedicevano le armi dei crociati prima della loro partenza, custodisce le spoglie del grande Papa. Il pavimento del coro, il candelabro pasquale e i glutei dell’altare maggiore e degli amboni, costituiscono l’espressione più alta della scultura e dell’arte visiva romanico-campana del dodicesimo secolo. Nel museo Diocesano si può ammirare il più straordinario tesoro della città. Visitatori da tutto il mondo giungono a Salerno solo per vedere queste tavolette di avorio in cui sono rappresentate scene tratte dal nuovo e vecchio testamento. La croce di Roberto il Guiscardo. L’Exultet, della metà del tredicesimo secolo. Su questi rotoli divisi in foglio, sono rappresentate scene bibliche. Paestum, la fiorentissima città di Poseidonia, fondata dai greci nel sesto secolo avanti Cristo, meta di studiosi ed archeologi in ogni periodo dell’anno. Il tempio di Nettuno, armonioso e possente con la sua selva di colonne, è l’esempio perfetto dell’architettura dorica templare in Italia e in Grecia. In questo tempio la dea Hera proteggeva l’integrità della famiglia, la salute delle partorienti e della prole. Il più antico tempio della città, la basilica, orientato come tutti i templi greci da ovest ad est, ha nove colonne frontali e diciotto laterali, cinquanta in totale, integralmente conservate. Tra i più importanti centri archeologici d’Italia, Paestum conserva nel suo museo notevoli testimonianze dell’antica città. Le favolose metope provenienti dal santuario di Hera Algira, alle foci del Sele, raffigurano episodi del mito omerico e della vita di Ercole. Le raffinate anfore e la perfetta pittura vascolare sono altri gioielli di questo incredibile giacimento che tocca l’apogeo con il più sconvolgente rinvenimento archeologico di questo secolo la tomba del Tuffatore. Per la prima volta ci troviamo in presenza di una tomba greca del 480 avanti Cristo con le cinque pareti interne completamente affrescate raffiguranti i riti conviviali e un banchetto funebre. Con l’elegante tuffo si voleva forse rappresentare il distacco da questa vita e il passaggio all’aldila. Spingendoci al nord, verso l’estremo confine del Cilento, raggiungiamo Castelcivita per scoprire uno dei maggiori centri speleologici d’Italia Le grotte sono costituite da un susseguirsi di saluni, pozzi, strettoie, gallerie che sprofondano in paurosi salti e barartri dove l’orrido e il fantastico si alternano in una magica scenografia. Agropoli, da tempo affermata località balneare. Castellabate, il borgo medioevale, la rocca e le sue mura che la fortificarono sono le testimonianze dell’antica fondazione benedettina. Verso il mare Santa Maria, San Marco, Ogliastro marina con Cuntalicosa offrono un esempio eloquente delle risorse del Cilento. Questo specchio d’acqua è stato dichiarato zona di tutela biologica. Lungo la costa e sulla dolce collina tante piccole località balneari, Agnone, Accialori, Pioppi e Marina di Casalvelina. La Torre di Velia, che domina da un piccolo promontorio la vallata dell’Alento. Velia città greca tra le più importanti dell’antichità. Fondata nel 540 a.C. diede i natali a Parmenide e Zenone, i due grandi filosofi della scuola eleanica. La porta rosa venuta alla luce ad opera all’archeologo Mario Napoli, congiunge le due parti del colle e contiene le pareti della gola, ma quel che più attrae è la perfetta opera di ingegnieria degli archi a conci radiali. Nell’entroterra Vallo della Lucania, il più importante centro agricolo e commerciale del Cilento montano. A pochi kilometri il museo della civiltà contadina di Moio della Civitella. Frutto di anni di ricerche condotte in tutta la regione, accoglie nelle numerose sezioni di cui si compone, attrezzi e arnesi da lavoro ormai completamente scomparsi. Itinerari archeologici, monumentali, momtani e costieri, vacanze organizzate per soddisfare anche le più raffinate esigenze, ma anche percorsi gastronomici per ogni tipo di palato. Quindi è d’obbligo assaggiare le rinomate mozzarelle di bufala e i saporiti prodotti caseari. Distese di agrumeti, frutteti, verdure di ogni tipo, argentei boschi di ulivi e fitti vigneti contribuiscono alla creazione della rinomata dieta mediterranea che pare sia nata proprio da queste parti. Un fresco pescato banco delle coste del Cilento e della costiera amalfitana completano il quadro gastronomico di questa provincia ancora sconosciuta. Pisciotta e Marina di Pisciotta, la zona è rinomata per la grande fruttuosità degli ulivi centenari. Il mitico promontorio di Palinuro che porta il nome dell’eroico nottiero di Enea ci appare in tutto il suo splendore. In questo lembo di mare, che non ha eguali nel resto delle coste italiane, si può vivere una tranquilla vacanza estasiati dalla natura che ci circonda. L’ampia insenatura e il porticciolo di Marina di Camerota. Dal borgo di San Giovanni a Piro, punto di partenza per escursioni naturaliste, ci appare l’ampio golfo di Policastro, e sulla riva ponente, la graziosa località turistica Scario. Più a sud, ultimo centro della Campania, Sapri, rinomata anche per la sfortunata spedizione di Carlo Pisacane del 1857 Ci avviciniamo alla fascia antropizzata del parco nazionale del Cilento, i cui epicentri sono rappresentati dal sovrastante monte Gelbison, centro dal massiccio degli Alburni e dal monte Cervati. Massicci ancora inviolati dall’intervento dell’uomo, pianure vaste e dolci, ricche fonti minerali, grotte che sono il paradiso degli speleologi, reperti archeologici, monumenti dell’imponenza della Certosa di Padula, città museo come Teggiano, sono solo una piccola traccia di ciò che offre lo sconosciuto Vallo di Diano. Teggiano, situata sul colle al centro del Vallo di Diano, è uno dei centri storicamente e artisticamente più importanti della provincia. Poco distante, nel verde della catena degli Alburni, sono situate le Grotte dell’Angelo o di Pertosa. A differenza delle Grotte di Castelcivita per visitarle è necessario percorrere un laghetto originato da un fiume sotterraneo. (musica) La Certosa di San Lorenzo a Padula è considerata il più insigne monumento della religiosità e dell’arte meridionale. Fu fondata nel 1306 dal Conte Tommaso Sanseverino signore feudale del Vallo e dell’intero Cilento. La facciata barocca, i locali interni, una serie di chiostri, i quartieri dei monaci, le sale del piano superiore, le chiese, il pregievole coro. Tutto da l’idea della maestosità. (musica) All’estremo confine sud del Vallo, in una zona eccezionalmetne verde a circa 600 metri sul livello del mare, le Terme di Montesano con acque terapeutiche, particolarmente adatte alle cure idropiliche. Più a valle le famose sorgenti con le prodigiose acque di Contursi Terme, utilizzate per fini terapeutici. Nell’entroterra, in prossimità della costiera salernitana, Nocera Inferiore e Superiore, e Cava dei Tirreni. La badia benedettina della Santissima Trinità è meta di studiosi, ricercatori e visitatori provenienti da ogni parte del mondo. La sua biblioteca con codici e preziosi manoscritti è un archivio tra i più importanti d’Italia.
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