Regions of Italy

Dall’alba al tramonto

Ing. Fausto Martinelli: “Il Corpo Forestale dello Stato ha da sempre dato un grande contributo alla conservazione della natura del nostro paese. Oltre 150 riserve naturali, 2 parchi nazionali, il parco nazionale del Circeo quello della Calabria, direttamente gestiti dalla nostra amministrazione, sono un territorio sul quale è stata costruita tutta la dorsale e il sistema delle aree protette naturali dell’intero paese. Montagne, boschi, laghi, fiumi, mare, paesaggi appenninici e paesaggi alpini, habitat, biodiversità, sono i valori protetti e conservati in questi luoghi. Un esempio lo troveremo nelle immagini che andremo a vedere.
Immagini suggestive, belle, straordinarie, quasi sorprendenti, di una natura incontaminata, laddove in generale si pensa che non esista, cioè la Regione Calabria, o dove sia alterata. Invece qui troviamo paesaggi di incomparabile bellezza incontaminati. è un viaggio, ma è un messaggio di speranza, un messaggio di lettura delle aree naturali, ma è anche un messaggio di come vivere le aree naturali da parte dei cittadini che vogliono avvicinarcisi.” Il rapporto tra uomo e natura è sempre stato molto contradditorio, passando, nel corso dei secoli, da situazioni in cui l’attività antropica comportava la degradazione di un habitat, a situazioni in cui l’uomo si impegnava per la sua conservazione.
E così, attesa la necessità di proteggere in alcune aree i delicati equilibri biologici già dal secolo scorso e precisamente a partire dal 1872, anno di istituzione del primo parco nazionale, quello di Yellowstone, il numero di aree protette nel mondo è progressivamente aumentato fino ad arrivare a circa 4500 parchi sparsi su tutto il globo terrestre. In Italia, dove le aree naturali protette tra parchi e riserve variamente classificate sono oltre 500, tale incremento si è avuto dopo l’approvazione della legge quadro 394 del 1991. La sua attuazione infatti, prevedeva una serie di aree protette che presto dovranno coprire il 10% del territorio nazionale. Il parco nazionale della Calabria, uno dei 5 parchi storici d’Italia, venne istituito con apposita legge, la numero 503 del 1968.
Questa legge all’articolo1 sancisce le finalità del parco, che sono quelle della conservazione delle caratteristiche ambientali e dell’educazione e ricreazione dei cittadini. Il parco senza continuità territoriale, si estendeva nelle allora 3 province calabre di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria, rispettivamente denominate Sila Grande, Sila Piccola e Aspromonte. Successivamente, nel 1994, veniva istituito l’ente parco nazionale dell’Aspromonte, che inglobava la zona aspromontana, cosicche il parco nazionale della Calabria, all’attualità conta di una superficie totale di 12690 ettari, suddivisi in 7002 ettari, pari al 55% per la provincia di Cosenza, 4200 ettari, pari al 33% per la provincia di Catanzaro, in 1488 ettari, pari al 12% per la provincia di Crotone. I comuni interessati sono per la zona della Sila Grande in provincia di Cosenza Spezzano della Sila, Spezzano Piccolo, San Giovanni in Fiore e Longobucco.
Per le zone della Sila Piccola Albi, Taverna e Zagarise nel catanzarese, Cotronei e Petilia Policastro nel crotonese. Oltre l’ottanta percento della superficie interessata dal parco è di proprietà dell’ex ASFD Azienda di Stato Foreste Demaniali. In buona sostanza la maggior parte della superficie del parco è di proprietà del demanio dello stato. La foresta fu inizialmente il primo elemento costitutivo del paesaggio calabrese. La mitica Selva Bruzia è ricordata da storici e letterati come Plinio, Virgilio, Strabo. I territori del parco, secondo la classificazione del Pavari, ricadono nella fascia fitoclimatica della sottozona fredda del castanetum e nella sottozona calda del fagetum.
A parte la bellezza paesaggistica, la zona Sila Grande presenta notevole interesse naturalistico per la presenza diffusa di boschi naturali di Pino laricio e per la ricchezza floristica che annovera oltre 1500 specie, qualcuna delle quali è endemica e molto rara, e quindi di notevole interesse fito-geografico. I boschi puri di Pino laricio coprono senza interruzione una superficie di circa 4300 ettari e rappresentano la formazione vegetale più estesa. Nei versanti esposti al nord, lì dove le condizioni climatiche lo rendono possibile, si incontra il Pino laricio misto al Faggio, e altre volte, così come succede nella località Arnocampo, forma boschi misti con il Cerro, o addirittura scompare per dare posto al bosco misto di latifoglie.
A queste specie spesso si associano l’Acero montano, il Pioppo tremolo, l’Abete bianco, e lungo i corsi d’acqua Salici e Ontani neri. Frequenti nel sottobosco sono Felci, Aspodeli, Rovi, Lamponi, Meli selvatici, Peri selvatici, Rosa Canina, Pruni. I pascoli presenti anch’essi sono estesi per circa 600 ettari nelle località denominate Santabarbara e Macchialonga. Essi sono costituiti per lo più da Graminacee, e, anche se solo in percentuale minore, sono presenti leguminose e composite.
Di notevole interesse naturalistico e pesaggistico sono le fioriture di tarda primavera ed estate La flora annovera le più svariate specie erbacee: Crocchi, Miosoti, Primule, Ciclamini, Viole, Ranuncoli, Anemoni, Narcisi, Nasturzi, Muscari, mente, giglio rosso, Orchidee, eccetera. Molte di queste specie vengono classificate come erbe officinali per il loro contenuto di principi attivi e utilizzate nella preparazione di medicine, oppure vengono utilizzate intere o solo parti di esse, radici, foglie, fiori, nella preparazione di decotti, tisane, poltiglie. I funghi, commestibili e non, sono diffusissimi.
Tra i commestibili subito dopo i porcini, il più ricercato dalle popolazioni locali, è il cosiddetto Rosito, o Lattario delizioso, che spesso si trova associato al Vagusu, o Voletto luteo. Unitamente a queste, sono da ricordare Clavarie, Cantarelli, Chiodini, Spugnole, Prataioli, Mazze di tamburo, Tricolomi equestri. Tra i non commestibili il posto di preminenza viene occupato dalla mortale Amanita Phalloides e dalla velenosa Amanita Muscaria, che con il suo cappello rosso a puntini bianchi offre un colpo d’occhio veramente affascinante. Nel parco nazionale della Calabria vive tutta la fauna tipica dell’Appennino.
Per quello che riguarda la fauna terrestre notevole è la presenza dei grandi predatori quale il lupo e il gatto selvatico, cui si aggiungono il capriolo e il cervo, che in passato hanno popolato le foreste delle montagne calabresi. Entrambi gli ungulati sono stati oggetto di allevamento presso il centro ubicato in località San Michele con lo scopo di poterli reinmettere in libertà dopo un periodo di ambientamento. Ad oggi è possibile a un attento visitatore incontrare nel parco entrambi gli ungulati, che costituiscono elementi di estremo interesse, sia dal punto di vista faunistico, sia per la sopravvivenza del lupo.
Il cinghiale è presente con qualche esemplare, ma nel parco nazionale della Calabria si trovano anche volpe, tasso, lepre, scoiattolo, faina, puzzola, donnola e ghiro. Circa l’avifauna vivono nel parco tutti, o quasi, gli uccelli tipici della regione montana appenninica. Numerossisimi rapaci diurni e notturni. è facile osservare la Poiana, il Gheppio, la Astore, lo Sparviero. Di notte il parco si popola di Allocchi, Civette, Gufi. Altre presenze importanti sono il Picchio, l’Upupa, Ghiandaia, Cornacchia grigia, Rampichino Torci collo, Crociere, e data la presenza di numerosi corsi d’acqua e grandi laghi, anche gli uccelli acquatici sono ben rappresentati. Merlo acquaiolo, Germano reale, Moriglione, Fischione, Codone, Alzavola, Mestolone, Sbassi, Airone cenerino, Cormorano, Polaga. Aspetti interessanti presenta la fauna ittica con la Trota Fario.
L’erpetofauna è ben rappresentata da anfibi e rettili fra i primi la salamandra, l’urone, il rospo comune e la rana. Fra i secondi rilevante è la presenza della vipera, e poi il ramarro, la biscia dal collare, e il colubro liscio. Negli ultimi anni con il diverso afflusso finanziario e con il notevole impegno profuso da parte della direzione generale delle risorse forestali, montane e ittiche, è stato dato nuovo impulso alle iniziative del parco. Da tempo è stata avviata un’azione di divulgazione e di informazione avvalendosi anche del centro visitatori realizzato in località Cupone nella Sila Grande.
Azione rivolta in particolare alle scolaresche, la cui presenza all’interno del parco dal 1998 in poi è diventata sempre più numerosa. All’interno del centro visitatori del Cupone è possibile visitare un centro natura con all’interno una sala convegni e sale mostre temporanee e permanenti, un orto botanico e un giardino geologico, un centro studi per la ricerca sulla flora e sulla fauna un anfiteatro con circa 500 posti a sedere, un eliporto utilizzato come base estiva per il servizio antincendio boschivi e in inverno come base per operazioni di protezione civile. Un ufficio informazioni con la presenza di interpreti naturalistici un punto di ristoro, un’area pic-nic. In località Fossiata, oltre a un punto di ristoro e un’area pic-nic, è ubicato un punto vendita di prodotti dell’artigianato locale. è stato anche istituito un centro ippico in località Santabarbara, nel comune di Longobucco.
Per i 400000 visitatori annui del parco nazionale della Calabria un vero e proprio incontro con la natura. La direzione del parco nazionale ha sede a Cosenza. La sorveglianza del parco è affidata al personale del corpo forestale dello stato che nell’arco delle 24 ore svolge attività di controllo e sorveglianza dell’area protetta. Particolare attenzione viene rivolta al censimento e alla localizzazione della fauna, unitamente all’azione di contrasto del fenomeno del bracconaggio. Il punto principale di accesso al parco per il visitatore è generalmente al Cupone, sulle sponde del Lago Cecita. Da qui può iniziare la visita, ricevendo le prime informazioni sul parco, presso il centro visitatori o presso il locale comando stazione forestale.
La giornata fino a quando la luce lo consente, può piacevolmente essere impiegata per un’interessante e suggestiva escursione lungo dei percorsi prestabiliti che, partendo dal Cupone attraversano il bosco. è possibile ammirare la bellezza della flora e della fauna oltre a un fantastico paesaggio. Il personale del corpo forestale dello stato di giorno svolge attività ordinaria di istituto a piedi, automontata e ippomontata perlustrando il territorio al fine di evitare abusi e violazioni alle norme sulle aree protette. Importante anche la funzione degli interpreti naturalistici del corpo forestale dello stato che, oltre ad accompagnare i gruppi di scolaresche curandone la preparazione sotto l’aspetto dell’educazione ambientale, guidano l’escursionista lungo il sentiero didattico che comprende anche i recinti faunistici. Il parco nazionale della Calabria è visitabile fino al calar del sole quando il visitatore può ammirare uno tra gli spettacoli naturali più belli e suggestivi della Calabria il tramonto sul Lago Cecilia.

www.regione.calabria.it

Torino Metano, trazione azzurra

Trascrizione: Maravee, la luce della notte

Transcript: Marche History of the Territory

Pavia, gente di terra pavese

Cartoline Bergamasche

Transcript: Archaeological Ciociaria

Transcript: Naturally Ciociaria

Trieste, a European crossroads

The Mosaicist’s school in Fruili

Trascrizione: Il Cilento, la costiera amalfitana

Trascrizione: Maremma, scoprite di non volere altro

 
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