Panarea è la più piccola fra le isole dell’arcipelago. Con soli 3,4 Kmq di superficie e quella con minore sviluppo altimetrico, raggiungendo appena 421 metri s.l.m. con il rilievo di Punta del Corvo e Punta Cardosi (402 metri). L’isola presenta una notevole varietà di ambienti e una certa diversità, soprattutto [...]
Read on.Panarea è la più piccola fra le isole dell’arcipelago. Con soli 3,4 Kmq di superficie e quella con minore sviluppo altimetrico, raggiungendo appena 421 metri s.l.m. con il rilievo di Punta del Corvo e Punta Cardosi (402 metri). L’isola presenta una notevole varietà di ambienti e una certa diversità, soprattutto nella sua componente floristica rispetto alle altre isole, così da costituire una interessante meta naturalistica. Tra le numerose ipotesi geologiche sulla genesi di Panarea, assai interessante è quella che Panarea sia parte di un grande cratere vulcanico distrutto, con i bordi estremi a Basiluzzo e Lisca Bianca.

S. PIETRO – VILLAGGIO PREISTORICO
Partendo dal porto di S.Pietro, percorriamo le stradine strette di Panarea in direzione di Punta Milazzese. Superato l’abitato di Drautto e la piazzola per l’elicottero, si prosegue su una stretta viuzza di conglomerato fino a scendere alla spiaggia della caletta degli Zimmari. L’itinerario è costeggiato da vegetazione tipicamente mediterranea riferibile al mirto (Myrtus communis L. ), alla timetea (Thymeaea hirsuta L. ), oltre naturalmente al lentisco (Pistacia lentiscus L. ) Fino agli anni settanta, erano segnalate ovodeposizioni della Tartaruga marina Caretta. La spiaggia è sovrastata da due splendidi torrioni di lava (Punta del Tribunale 168 metri e il Castello 257 metri), emersi dal terreno a causa dell’enorme pressione esercitata dai gas e dai magmi sotterranei. Superata la spiaggia si percorre in salita un sentiero in gradini di pietra che raggiunge l’insediamento preistorico adiacente Punta Milazzese; villaggio che risale all’età del bronzo (XIV-XIII secolo a.C.).

L’insediamento, fu costruito nel 1400 a.C. come fortificazione con capanne di forma ovale o tondeggiante. Nel pianoro sono stati rinvenuti anche frammenti di ceramiche micenee. Distrutto a metà del XIII secolo, quando Lipari fu occupata da genti ausonie. Il villaggio è localizzato in una posizione panoramica. Dal villagio, un sentiero con scalini di pietra scende alla piccola baia di Cala Junco, dove la spiaggia di ciottoli ospita nelle adiacenze il limonio.

S. PIETRO – IDITELLA – SPIAGGIA DI CALCARA
L’itinerario inizia dal porto di S.Pietro, dove si inoltra in leggera salita a destra tra le caratteristiche case eoliane. Si prosegue fra muretti a secco e fichi d’ india e dopo aver costeggiato un piccolo boschetto di conifere, un ripido sentiero tra la macchia mediterranea scende alla spiaggia dove sono presenti fumarole e una sorgente termale. Da qui si possono osservare Basiluzzo e Stromboli. Sulla spiaggia è presente un canneto che occupa la fascia immediatamente prospiciente il litorale. Nella zona meridionale del pendio sono presenti due grossi esemplari di roverella, circondata da una fitta macchia di calicotome ( Calycotome villosa Poiret Link), rovi (Rubus ulmifolius Schott) e asparago pungente (Asparagus acutifolius L. ).
Il testo di cui sopra è stato tratto dal sito www.comunedilipari.it.
Si ringrazia la Subaco.com per la gentile concessione del filmato.
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